sabato 19 agosto 2017

Cronache del mondo dell'assurdo: le #SeriousMotorsportJournalist ai tempi dei social media

Il mondo del web è pieno di situazioni che vanno oltre l'ordinaria immaginazione. Tali situazioni vengono riassunte brillantemente dall'universo Tumblr, ma allo stesso tempo finché capitano su Tumblr hanno un senso nel loro essere nonsense, il problema è che capitano anche altrove.
Credo di avere già accennato in passato al fatto che l'obiettivo di gran parte delle tumblrere del fandom motoristico sia quello di diventare delle #SeriousMotorsportJournalists, ma come si diventa #SeriousMotorsportJournalist?
Il percorso è molto semplice: basta autoproclamarsi tali, poco importa se frequenti la seconda superiore, se nessuno ti pagherebbe mai per scrivere e se non sai coniugare l'indicativo presente del verbo essere nella tua lingua madre.

Per autoproclamarti #SeriousMotorsportJournalist devi innanzitutto aprire un blog.
Poi, dopo avere scroccato alla nonna i soldi per il biglietto del treno e per l'accesso al paddock, devi andare ad assistere a un evento motoristico di Formula 4 o altre serie dello stesso livello o di livello minore.
Dopo avere stalkerato piloti random, devi trovare qualcuno disposto a rilasciare un'intervista per il tuo blog. Se non hai la possibilità di andare ad assistere a un evento perché nessuno ti offre soldi tramite la campagna di crowdfunding che hai messo in piedi per tale scopo, puoi sempre stalkerare piloti di F4 sui loro social media.
In genere, a parte una ristretta minoranza, si tratta di piloti che nessuno si fila neanche di striscio che offrono su un piatto d'argento dei follow back alle loro stalker o che spesso seguono di propria spontanea volontà appassionati di motori random per guadagnare popolarità.
Realizzare l'obiettivo è talvolta meno difficile di quanto possa pensare, avendo di fronte piloti semisconosciuti che si sentono dire "sono una tua grandissima fan e vorrei intervistarti per il mio sito web".
...
...
...
...e fu così che una nuova giornalista sportiva venne alla luce.
Non siete convinti? Non preoccupatevi, c'è il trucco più vecchio del mondo: se qualcuno ti fa notare che prima di definirti una #SeriousMotorsportJournalist dovresti quantomeno essere un po' più qualificata e imparare la differenza tra "you're" e "your", quel qualcuno è un orribilehhhh hater invidioso del tuo successohhhh.

Premesso che ho cose più interessanti da fare che andare a criticare delle 16enni per i loro progetti, che in genere consistono nel tenere aggiornato un blog di riflessioni sulla F1 senza avere una conoscenza di quello che è successo prima dell'altro ieri e di fidanzarsi con un pilota di F4, che smetteranno di aggiornare il blog il giorno stesso in cui si fidanzeranno con il loro compagno di banco, credo che il grosso problema di queste ragazzine sia che si mettono su un piedistallo.
Le invidio? Certo che no. Non ho mai desiderato diventare una giornalista sportiva e se in passato ho studiato economia ci sarà pure un motivo... Tra parentesi, fino a 21 anni non avrei nemmeno mai preso in considerazione l'idea di scrivere a tematica motorsport per il web. Penso che anche molta altra gente sul web non abbia molte ragioni per invidiarle.
Penso anche che un giorno potrebbero essere costrette a cancellare i loro vecchi post, che hanno firmato con il loro vero nome, per cancellare le tracce dei post infantili e di ciò che un #SeriousMotorsportJournalist non scriverebbe.

Tutta questa solfa per arrivare a raccontarvi di quello che ho visto in giro per Twitter qualche settimana fa.
Ho assistito a una rissa virtuale tra due #SeriousMotorsportJournalists, la più seria delle quali è un'adolescente che pubblica anche fan fiction self insert in cui tutti i piloti biondi e con gli occhi azzurri si innamorano di lei.
L'altra pare averle copiato l'idea di aprire un sito per parlare di motori, oggetto della diatriba. Al di là del fatto che non mi è particolarmente chiaro come si possa avere l'esclusiva sull'idea di aprire un blog che parla di motori, la tizia accusata di averle copiato l'idea ha proseguito postando screenshot di conversazioni private.
Frattanto veniva accusata di avere offerto prestazioni sessuali a piloti di F4 a condizione che loro in cambio rilasciassero interviste, accusa che ha smentito.

OH.
MY.
OWL.

Pensavo che questo fosse abbastanza da what the f*ck di per sé, ma la meno seria delle due #SMJ ha riservato sorprese non da poco.
Il giorno seguente a quella discussione ha infatti annunciato di essere "la manager" della vera titolare del profilo Twitter e che la titolare del profilo Twitter era in ospedale in fin di vita dopo avere tentato il suicidio.
Due ore dopo si è presentata in prima persona, pubblicando una foto decontestualizzata in cui era all'interno di un ospedale, sembrava di tutto che in fin di vita e aveva una semplice fasciatura su un braccio che lasciava più che altro pensare a un piccolo infortunio.
Poi si è messa a vaneggiare a proposito di persone che la minacciavano di morte tramite direct message, di gente che aveva denunciato alla polizia postale e quant'altro, il tutto intervallato a battute sul motorsport.
In più sostiene nel suo profilo Twitter che il suo blog sia un blog ufficiale della FIA, quando ovviamente non lo è, a meno che quelli della FIA non si siano bevuti il cervello dal primo all'ultimo.

Seriamente...
WHAT.
THE.
F*CK?!

Non ho molte parole per commentare, se non che tutto sommato in quel momento perfino il fandom sulla Formula 1 di Tumblr mi è sembrato quasi uno spazio web culturalmente elevato.
Mi rendo conto che la colpa di tutto ciò è che ormai entro raramente da quelle parti, se non per andare a vedere foto di specifici piloti negli appositi tag alla ricerca di scatti interessanti da commentare, o eventuali notizie di gravidanze, matrimoni e divorzi prima che il resto del mondo ne sia al corrente, quindi potrei tendere a sopravvalutare un po' quel fandom, ma un delirio del genere non credo di averlo mai visto, almeno da quelle parti.

venerdì 18 agosto 2017

Cosa fanno i pensionati in vacanza?

Ci sono pensionati che posano in compagnia di ballerine del Moulin Rouge o qualcosa di simile, venendo insultati nei commenti da tante social justice warrior indignate perché non si costringono le donne a posare nude!!111!!! è orribilehhhhh e sessistahhhh!!11!!111!!11!!! da parte di Jenson.
Peccato che stia verosimilmente prendendo parte a un evento a cui lui e la sua signora sono stati invitati, che le donne in questione abbiano scelto liberamente quale professione intraprendere e SOPRATTUTTO, che le social justice warrior in questione, se Jenson avesse posato in mezzo a uomini in mutande, avrebbero probabilmente discusso di quanto fossero fighi gli uomini in mutande, non avrebbero dibattuto del fatto che il mondohhhh è orribilehhhh perché quegli uomini non sono diventati ingegneri nucleari.

Ci sono pensionati che hanno figli fanboy di Dani-Smile... anche quando non si sono ancora ritirati, in realtà!
E c'è gente che crede che Felipinho sarebbe più veloce di Palmer.

Ci sono inoltre pensionati che continuano a fare i fescion model esattamente come prima di essere in pensione.
C'è chi commenta immaginandosi che Leo cada in acqua e venga aggredito dal cigno.
Io mi immaginerei piuttosto che né che il cigno fosse nel laghetto né che l'altro cigno fosse sull'albero, ma che ci siano finiti grazie a Photoshop, ma forse sono io che penso male, eh. Dopotutto il cigno in forma umana è proprio in tenuta da scalatore di alberi...

giovedì 17 agosto 2017

Cosa fanno i piloti durante le vacanze?

Durante le vacanze c'è chi si fa selfie controluce... male, male, Hulk mi delude, ormai ha perso l'intuizione che aveva un tempo.
E soprattutto, da quando si fa selfie in compagnia di una maglia?

Il grande guru, invece, non ha perso occasione per stare senza, mostrandosi nel pieno del proprio splendore... anzi, no, un tempo si sarebbe messo un paio di pantaloncini molto più attillati, oppure sarebbe apparso in mutande!

So che non stiamo parlando di gente che guida, ma il cavallo alato di Carmen Jordà a mio parere è epico.
Carmen, intanto, indossa un costume rosa, segno evidente che tifa Force India!

mercoledì 16 agosto 2017

Pure Michigan 400: sintesi per il forum

Pure Michigan 400, Michigan International Speedway, 13 Agosto: dopo la parentesi dell'altra volta la NASCAR è tornata su un ovale, per una gara che durava in totale 200 giri.
Keselowski partiva dalla pole position in una gara in cui la top-ten in griglia di partenza era la seguente:

1^ fila: Keselowski - Logano
2^ fila: Harvick - Kenseth
3^ fila: Elliot - KyBusch
4^ fila: McMurray - Jones
5^ fila: Larson - Hamlin

Stage 1 (Giri 1-60): la prima parte di gara è stata piuttosto tranquilla, senza nessun ingresso della safety car. Keselowski, partito dalla pole, ha conservato la posizione mentre Logano è in seguito stato lungamente terzo dietro a Harvick. Alla fine della prima parte di gara era sprofondato, dopo i pitstop, in sesta posizione, mentre è stata "stage win" per Keselowski davanti a Harvick, Elliot, Truex e Jones nelle prime cinque posizioni.

Stage 2 (Giri 61-120): Keselowski era stabilmente in testa, quando dopo il pitstop è stato penalizzato per eccesso di velocità per la pitlane (o almeno così mi è parso di capire), sparendo per un po' dalle posizioni che contavano. Si è installato abbastanza stabilmente in testa Truex, per cui è stata "stage win" davanti a Keselowski, Harvick, Jones e Suarez. Anche nello "stage 2" non ci sono state safety car, nonostante la vettura numero 15 sia andata a parcheggiare in una via di fuga (la vettura era guidata da tale Derrik Cope).

Stage 3 (Giri 121-200): al 135° giro o giù di lì c'è stata la prima safety car, entrata dopo un incidente che ha messo out Kahne e Suarez. Truex era davanti e c'è rimasto, anche se poi la prima posizione è stata ereditata, a un certo punto, da Hamlin(?), che era su una diversa strategia e ha fatto un po' il figo in prima posizione davanti ai Busch bros. Kurt, che era terzo, era sulla stessa strategia di Hamlin, con il risultato che sono rientrati ai box quando mancavano una trentina di giri alla fine della gara. A 14° giri dal termine c'è stata un'altra safety car: Logano stava rallentando in mezzo alle scatole! Plot-twist: ai box Bayne è uscito davanti a KyBusch, ma al restart erano comunque quinto e sesto, davanti c'erano quelli che si erano fermati prima, ovvero Truex, Jones, Kenseth e Elliot. Restart a nove giri dal termine: i primi tre hanno mantenuto le posizioni, mentre Elliot è stato superato da Larson che apparentemente aveva già superato altre vetture. A cinque giri dalla fine McDowell e Menard hanno crashato. La gara è andata in overtime...
...
...
...e poi, siccome pareva che ci fosse troppo olio sulla pista, è stata redflaggata. #JustNascarThings.
A quel punto se ne sono viste delle belle, tipo la pista che veniva pulita con un mezzo che faceva salire in aria del fumo.
Larson l'ha messo in quel posto a tutti al restart, portandosi in testa davanti a Truex e Bayne, a due giri dalla fine. All'ultimo giro stava staccando tutti, mentre Bayne sprofondava giù.

Per il duello Stenpatrick a cui la Sprint Cup fa da contorno, Ricky (18°) ha battuto Danica (22°).

TOP-TEN: 1. Kyle Larson, 2. Martin Truex Jr, 3. Erik Jones, 4. Ryan Newman, 5. Trvor Bayne, 6. Chris Buescher, 7. Austin Dillon, 8. Chase Elliott, 9. Jamie McMurray, 10. Kyle Busch...

martedì 15 agosto 2017

Commento bonus: i primi mesi di campionato (marzo/luglio 2017)

Credo che sia doveroso, prima di partire con i fatti, fare una piccola introduzione. Non ce l'ho per abitudine quella di scrivere un commento alla prima metà della stagione. Non sono nemmeno particolarmente in ansia per il momento in cui ricomincerà la stagione. Non fraintendetemi, quattro settimane di vuoto cosmico non mi fanno tutto questo piacere, tre sarebbero state abbastanza, ma è qualcosa a cui ho imparato a sopravvivere senza troppa delusione. Ci sono pur sempre altre serie da guardare, in caso di necessità... Poi sì, la NASCAR non avrà mai la stessa grazia della Formula 1, ma prevede pur sempre asfalto, auto e gente che gira in tondo.
Perché ho deciso di fare un commento alla prima parte della stagione? Mhm... essenzialmente perché ho avuto l'impressione che tutto ciò che si è visto prima della pausa estiva sia stato moooooolto intenso e che schiarirsi un po' le idee ci farebbe bene. Rimango sempre del parere che abbiamo assistito anche a stagioni più affascinanti di questa e a stagioni in cui eravamo esposti a meno polemiche che facevano meno venire l'orticaria, ma non possiamo negare che da molto tempo a questa parte non abbiamo avuto un attimo di pace. Sempre ammesso di essere usciti indenni da un inverno fatto di gente che si ritirava a caso e di gente che tornava a caso subito dopo essersi ritirata e da un inizio di stagione fatto di gente che andava a correre a Indianapolis facendo rientrare altra gente a caso, ne abbiamo viste di tutti i colori e ne siamo stati messi a dura prova.
Con tutto quello che è successo, ci è toccato anche il revival dello scontro per il titolo tra la gente vestita di rosso e la gente vestita di grigio, che ormai mancava dal lontanissimo 2008. Non so cosa ne pensate voi, ma rimango del parere che, dal punto di vista del tifoso medio, questo sia stato un notevole peggioramento.
Prima del 2008 era tutto un "voi siete degli scorrettihhh!!!!11!!", "e voi lo siete più di noi, non vi ricordate quello che ci avete fatto trentacinque anni fa????222???22?". Poi è arrivata la Brawn GP. Sì, il mondiale era falsato secondo l'ottica fanboy friendly, ma almeno le polemiche erano relative a quello che succedeva lì e in quello specifico momento storico, non era tutto un rievocare quarant'anni di motorsport a ogni polemica e un prolungarsi delle discussioni all'infinito.
Poi è arrivato lo scontro Ferrari vs Redbull alternato al dominio Redbull. Anche lì ce la cavavamo di lusso: la Redbull è entrata in Formula 1 nel 2005 e nessuno se l'è filata prima del 2009. Le polemiche andavano indietro di pochi anni e le recriminazioni dopo un po' si interrompevano, perché al di là dell'assenza del nome storico, del "mondiale falsato" e del fatto che molta gente non ha mai capito fino in fondo che c'è un'elevata correlazione tra le performance della vettura e dei piloti con la classifica finale, non si poteva andare indietro fino agli anni '70, '80, '90... E poi c'erano cose più fighe da commentare, tipo i vecchi traditori, oppure le polemiche per gli ordini di scuderia dell'epoca Webberettel, che hanno oltraggiosamente fatto passare in secondo piano il vero evento di spicco del GP della Malesia 2013. Se non sapete a che cosa mi sto riferendo, andate a rivedervi dove e quando lo scontro Marussia vs Caterham nel 2013 si sia deciso a favore della Marussia. Non mi pare una cosa esattamente da poco.
Dopo gli anni dei mondiali vinti dalla Redbull sono arrivati gli anni dei mondiali vinti dalla Mercedes, che però non ci avvicinavano allo scontro rosso vs grigio. La Ferrari era ben lontana dal potere lottare per il titolo e la Mercedes, quando se ne stava in testa alla classifica per i fatti propri, era ritenuta una squadra orribilehhhh ma non c'erano polemiche che avessero a che vedere con la Ferrari, quindi tutto era tollerabile.
Poi la calma è finita.
Lo scontro rosso vs grigio si è riaperto, dopo otto stagioni di assenza, poco importa che questo team in grigio all'epoca si chiamasse Honda e non cavasse un ragno dal buco, mentre il team in grigio che c'era allora sia quello che al giorno d'oggi non cava un ragno dal buco con i motori Honda. L'inversione di ruoli ha fatto sì che al giorno d'oggi sia rarissimo che qualcuno si renda conto che la Mercedes di oggi sia una squadra completamente diversa dalla McLaren motorizzata Mercedes di un tempo; o per meglio dire, non si rendono conto che la McLaren di allora non è la loro rivale di oggi. Se non vado errata l'unico elemento che hanno in comune è la presenza del Gangster Rapper, che anche quello, in realtà, essendo arrivato nel 2007, avrà anche vissuto gli ultimi anni dello scontro rosso vs grigio di allora, ma non c'entra un fico secco con le polemiche dei decenni precedenti.
C'è tutto un polverone che gira intorno allo scontro rosso vs grigio, dovuto al fatto che ci sia gente che romanticizza gli Schukkinen al punto tale da credere che solo quella dell'epoca degli Schukkinen sia stata "vera Formula 1" e che adesso ne vedono la sua erede. Poi, se vogliamo dire le cose come stanno, l'epoca della rivalità degli Schukkinen è durata in totale nel 1998, nella prima metà del 1999 e per tutto il 2000, con Hakkinen che nel 2001 era decisamente sottotono e che si è ritirato alla fine della stagione. Di fatto il duello tra gli Schukkinen è durato più o meno la metà di quello tra gli Alonsettel, non un'intera era geologica. Poi puntualizziamolo: ho amato il duello tra gli Schukkinen e gli Schukkinen stessi, ma la realtà dei fatti ci dice che Hakkinen si è ritirato undici anni prima di Schumacher, otto se si contano solo quelli in cui MSC ha gareggiato, e che in tutti gli anni a venire sono successe anche tante altre cose.
Strettamente collegato a questo discorso c'è quell'altro, ovvero quello dei continui paragoni Vettel/ Schumacher. Okay, erano amici, condividono la stessa nazionalità e hanno indossato una tuta dello stesso colore, quando prima avevano vinto dei titoli con dei team senza nomi storici. E quindi? Vorrei specificare che non ho niente contro il fatto di paragonarli, non ritengo che sia scandaloso né nulla di tutto ciò. Credo che, quando Vettel si ritirerà, il suo curriculum conterà un numero di vittorie tali da non considerarlo un pilota qualsiasi. Di fatto nemmeno se si ritirasse domani avrebbe i numeri di un pilota qualsiasi (@Vettel: parlavo così per dire, sia chiaro, non è che stasera leggi il mio commento e domani annunci il tuo ritiro, okay?). Non è questo che stona, ma il fatto di volere trovare per forza delle somiglianze anche quando non ci sono. Ricordo di avere visto una sua intervista da bambino, in cui gli chiedevano se voleva diventare il nuovo Schumacher. Lui rispondeva che voleva diventare il primo Vettel. Credo che questo esprima il concetto in un modo migliore di quello in cui potrei farlo io. Dire che questo è l'erede di quell'altro è solo un'etichetta che poco ha a che vedere con la realtà dei fatti. A guardare le cose come stanno, mi sembra evidente che Vettel abbia una personalità molto diversa da quella di Schumacher, sia nel bene sia nel male. Schumacher appariva come un cyborg anche un po' troppo altezzoso, nei suoi anni di gloria, e non si sarebbe mai messo a scherzare come fa Vettel, che appare decisamente più umano. Però Schumacher a trent'anni si comportava da uomo adulto, non da ragazzino, e ritengo probabile che, se si fosse ritrovato coinvolto in una situazione tipo Baku 2017, avrebbe gestito tutto in modo molto più maturo. MSC avrà commesso azioni anche peggiori, però dopo averle commesse non mi sembra che sia mai andato a fare lo spaccone come se le sue azioni fossero state il trionfo della giustizia divina. E con questo non intendo dire che a Baku 2017 Vettel sia stato l'unico personaggio del motorsport a comportarsi in modo infantile o inappropriato... anzi, credo che se dovessi elencare tutti i personaggi che mi hanno lasciato perplessa non finirei più l'elenco. In cima alla shame-list ci metterei, però, il modo in cui la situazione è stata descritta sulle pagine web. Non parlo dell’incidente in sé, ma del fatto di avere letto parecchia gente che osservava “queste cose succedono anche sulle strade cittadine, se qualcuno ti frena davanti, tu d’istinto lo affianchi e gli vai addosso, ma la colpa non è tua”. WTF?! La ragione per cui non demonizzo il crash dei Vettelton è appunto che sia avvenuto su un circuito durante una gara automobilistica. Se qualcuno, su una strada cittadina, dove vorrei ricordare che potrebbe essere necessario frenare da un momento all’altro anche quando hai delle altre auto dietro e in cui esiste un concetto chiamato distanza di sicurezza, andasse addosso di proposito a un’altra macchina, quello sarebbe il più grande coglione mai comparso sulla faccia della terra, quindi queste cose succedono anche sulle strade cittadine e vanno bene ‘sticavoli, vanno bene entro certi limiti sui circuiti automobilistici, ma il traffico urbano ed extraurbano è un’altra cosa.
Okay, chiudiamo questo discorso e, arrivati a questo punto, direi che è il caso di iniziare finalmente il nostro riepilogo di quanto accaduto nel corso della stagione, fino a questo momento.

[IL TRIONFO DELL'AMMMMMMORE]
C'è stata l'Australia.
C'è stato Vettel.
C'è stato l'undercut.
C'è stata la prima vittoria stagionale conquistata dalla Ferrari al primo gran premio e la convinzione generale che la Ferrari avesse il mondiale in tasca.
Non avevano ottenuto la pole.
Non sembravano nemmeno i favoriti per ottenere quella successiva, il che significava che se si ritrovavano davanti avevano speranze di rimanere davanti, ma bisognava che si impegnassero parecchio, se volevano andare davanti.
L'undercut funziona una volta, non funziona sempre.
C'è stata la Cina e c'è stata la vittoria di Hamilton.
1-1.
2-1 per Vettel in Bahrein, dove ancora una volta la Ferrari si era guardata bene dal lottare per la pole position.
L'ammmmmore stava trionfando.
La gente che voleva vedere un duello Rossi vs Marquez su quattro ruote aveva molti dubbi.
Anche Rossi aveva dei dubbi: perché avrebbe dovuto duellare con Marques, che in Indycar c'era stato qualcosa come quindici anni prima? Qualcuno gli spieghi, per cortesia, che si parlava di Valentino Non Sono Alexander Rossi e di Marc Non Sono Tarso Marquez.
Tutto era BèL1X1M0!!!11!!!11!! e finalmente il Gangster Rapper aveva un Am1K3Tt0 con il quale amoreggiare nel dopogara, non uno che gli tirava cappellini sul naso e con cui non c'era mai la possibilità di fare comunella, a meno che non capitasse l'occasione di dovere ridere di Verstappino nell'apprendere che era stato penalizzato e aveva perso il podio appena conquistato.
I Vettelton si ammmmmmmavano, c'era il TG1 che li shippava, c'era gente che non vedeva l'ora che si prendessero a coltellate e c'era molta gente a cui non importava niente di tutto ciò perché #FerniGoesToIndyBitches, chi se ne frega dell'ammmmmore dei Vettelton, c'era Ferniiiii pronto a scappare negli States per vendicarsi di una Formula 1 che gli aveva negato il #grandeammmmmore, nella speranza di consolarsi tra le braccia del primo Alexander Rossi che passava per strada. Frattanto c'era Sato pronto a colpire con la sua katana, ma quello era un dettaglio secondario, perché al giorno d'oggi in Europa non c'è più nessuno che si ricordi di Sato, il Grande Samurai. AAAAAAAWWWWW, IL GRANDE SAMURAI! <3
Non c'era nulla che potesse mettere in discussione il grande ammmmmore dei Vettelton e il loro alternarsi sul gradino più alto del podio...
...
...
...o forse sì. Prima di arrivarci, però, la Ferrari avrebbe dovuto monopolizzare una prima fila, con l'ennesima sensazione di avere il mondiale in tasca.

[RUSSIA GATE]
C'era una volta il gran premio di casa di Dany Kvyat.
C'era anche Dany Kvyat al volante di una Redbull.
Era un passato destinato a non tornare mai più, quindi a nessuno importava niente di Kvyat.
C'erano i Raikkonettel in prima fila, c'era Sebby finalmente in pole.
Poi è arrivato Bo77as. Ha superato entrambi facendo loro una pernacchia allo start e ha tirato dritto per la propria strada, che l'ha portato in victory lane, o meglio, dato che è pur sempre Formula 1 e non Indycar, al parc fermé e poi sul gradino più alto del podio.
Il giorno in cui Bo77as ha conquistato la prima vittoria è stato quello in cui, finalmente, qualcuno ha iniziato a contemplare la sua esistenza.
Tutti apparivano felici.
Quando vince uno che sembra non avere la possibilità di rompere le sfere a nessuno, tutti sono felici.
O forse no.
Mentre in Italia nessuno era disturbato da Bo77as, all'estero non era così.
Ho letto anche qualche commento carino, in realtà.
Altri però, erano del calibro di: B077AS è SKaRs0 QùAnT0 1L Sù0 Pr3D3ç3Ss0R3!!!11!!! V1T70R14 RùB4T4!!!11!!!1!!!
WTF?!
Belli, datevi una calmata, che cos'ha fatto Bo77as di male, a parte condurre una gara in testa dall'inizio alla fine? Ammetto che sarebbe stato molto più bello e pittoresco assegnare la vittoria d'ufficio a Jolyon Palmer, ma purtroppo il regolamento prevede che la vittoria venga assegnata al primo che taglia il traguardo, non a chi arriva ultimo (per la cronaca, non ho controllato che sia effettivamente arrivato ultimo, in quel gran premio, ma tanto anche se non arriva materialmente ultimo, Palmer è spiritualmente ultimo in qualunque posizione). Che senso ha stare a polemizzare per uno che ha vinto una gara in cui non è stato protagonista di nessun evento controverso? Avesse spazzato via mezza griglia di partenza in corso d'opera avrei anche potuto capire le perplessità, ma cosa sarebbe accaduto a Sochi da non rendere Bo77as meritevole della sua vittoria? E, lo specifico, gli autori di quei commenti non mi sembravano nemmeno tanto affezionati alla Ferrari da essere oltraggiati di vederla soltanto sui due gradini più bassi del podio.
Sono arrivata a una conclusione, alla fine. C'è gente che, per quanto sia indignata a parole dal fatto che ci siano piloti che hanno l'abitudine di arrivare al traguardo dietro ai loro compagni di squadra, ci siano seconde guide che quando vincono vengono portate su un piedistallo (Mark Webber, chi era costui?) mentre ce ne siano altre che, se vincono una gara in cui peraltro il loro compagno di squadra è esattamente nowhere (in italiano suona male, quindi ho scelto di lasciare il termine in inglese, esattamente così come l'avevo pensato), hanno appena commesso uno scandalo.
Poi sono tornata a leggere tweet che provenivano da entro i nostri confini nazionali. Qui, in effetti, B077as non era malvisto perché aveva vinto una gara, ma perché ne aveva vinta solo una. Io credo che la colpa sia tutta di Leo 2.0. Fino al momento in cui ha vinto il mondiale 2016, tra gli appassionati di Formula 1 non c'era NESSUNO che pensasse seriamente che potesse vincere un mondiale. Al giorno d'oggi la gente si aspetta, quindi, che il mondiale venga vinto tutti gli anni da qualcuno su cui NESSUNO scommetterebbe un centesimo fino al giorno prima... entro certi limiti, ovviamente, è chiaro che non ci si spinge a scommettere su Jolly Palmahhhh, ma bisogna comunque mantenere un minimo di realismo.
Al termine del GP di Russia (o della Russia? come si dice esattamente?) maturava in me la convinzione che muoversi in un ambiente social incentrato sul motorsport sia mooooolto più complicato di quanto possa apparire agli occhi dell'inesperto. #HelpMe!

[DUELLIHHHH E SORPASSIHHHH]
È arrivata la Spagna.
È arrivato un giorno fatto di duellihhhh e sorpassihhhh per la prima posizione, fatto di recriminazioni perché B077as ha tentato di difendere una posizione da Vettel, fatto di recriminazioni perché nello specifico i duellihhhh e i sorpassihhhh hanno portato alla vittoria Hamilton e non Vettel.
È arrivato un bambino che in tribuna piangeva per il ritiro di Raikkonen.
È arrivato Raikkonen che, invece di andarsene a casa, è andato a farsi scattare delle foto insieme a quel bambino e a tutta la famigliola.
Mi rendo conto che quella della Ferrari è stata una manovra mediatica.
Me ne rendo conto, quindi non mi si accusi di essere una ferrarista con il paraocchi, perché non nego che potrei avere il paraocchi, in certi momenti, ma ferrarista... honestly, are we f*cking serious? Negli altri momenti della mia vita sul web combatto contro l'accusa di essere un'antiferrarista con il paraocchi, quindi almeno mettetevi d'accordo. Il mio essere “ferrarista con il paraocchi” si traduce essenzialmente nel criticare tutti allo stesso modo, invece di criticare la Ferrari a ogni costo e portare altri si un piedistallo a ogni costo; dato che non faccio nemmeno l’opposto, a quanto pare, sono etichettata anche come “antiferrarista con il paraocchi”. E pensare che cercavo solo di fare qualcosa di positivo... Voglio dire, forse non sempre ci riesco, ma l’intento sarebbe quello di essere obiettiva e, soprattutto, coerente.
Torniamo a noi: non nego che si sia trattata di una scelta mediatica, di quelle che piacciono a Liberty Media, peraltro. Però, guardando le cose dalla prospettiva di Raikkonen, chi glielo faceva fare? C'è stata un'epoca in cui dopo essersi ritirato lasciava il circuito direttamente in tuta e casco o andava da nascondersi fino a data da destinarsi, figurarsi se accennava mezzi sorrisi davanti alle telecamere insieme a un suo piccolo fan.
Il diritto di non infilare Raikkonen nel calderone della gente mediatica ce l'avrò, almeno? Peraltro finché era visto come uno che contava qualcosa Raikkonen veniva messo su un piedistallo indistintamente da ferraristi e antiferraristi e c'era chi vedeva complotti contro di lui in ogni momento.
Che cosa triste assistere al declino di un pilota e rendersi conto che il declino percepito dall'esterno è molto più elevato di quello che esiste dall'interno. Se solo Raikkonen nella sua vita non avesse mai vinto un titolo con la Ferrari, probabilmente non verrebbe neanche preso così tanto di mira perché colpevole di andare più piano di uno che di titoli ne ha vinti quattro di fila e, ci terrei a ricordarlo, vincere quattro titoli di fila è un evento raro abbastanza per dargli un po' di credito. Raikkonen, però, è diventato un vecchiohhhh bollitohhhh, è diventato uno che non parla e che non sorride...
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...no, parliamone, perché dobbiamo sorprenderci se Raikkonen non sorride quando arriva secondo? Ha mai sorriso quando arrivava secondo? Ha mai sorriso quando vinceva? Ha mai sorriso quando ha vinto il mondiale? Penso che, a quindici anni di distanza dalla sua apparizione sul podio, non abbia neanche più molto senso sorprendersi del suo atteggiamento statuario.
Per la cronaca, l'atteggiamento statuario lo mostrava ai microfoni di Leo 2.0, che svolgeva le interviste post-gara a Montecarlo, in una gara in cui Iceman era partito dalla pole, ma a vincere era stato il suo compagno di squadra.
Poi, quella sera, ci siamo messi tutti a pensare ad altro, perché c'erano possibilità che Alonso a Indianapolis facesse più bella figura di quanto avesse fatto Button al posto suo. Considerando che l'apice della giornata di Button era arrivata quando aveva rovesciato Wehrlein contro le barriere, l'impresa non si rivelava neanche troppo difficile, bastava solo guardarsi bene dal far spiccare il volo a un’altra vettura.
A Indianapolis ha trionfato Sato, il che ha fatto indignare varia gente, negli States. Un giapponesehhhh che vinceva una gara nel giorno del Memorial Weekend? Orrorehhhhh, non ci pensate alle vittime della seconda guerra mondiale? Mhm... e voi non ci pensate che la seconda guerra mondiale non c'entra un tubo con il motorsport e che un pilota giapponese non è responsabile delle decisioni che il governo del suo paese ha preso 70+ anni fa? Non mi pare che quando piloti americani vincevano le gare di Indycar disputate a Motegi i giapponesi li accusassero di avere bombardato Hiroshima.

[L'IMPORTANZA DI DARE IL BUON ESEMPIO AI BAMBINI]
Il dovere dei piloti è quello di insegnare le buone maniere ai loro giovani emulatori, a quanto pare. Purtroppo nessuno l'ha mai spiegato ai Rosbilton, che invece di dare lezioni di buone maniere ai bambini avevano l'abitudine di fare a sportellate, insegnando ai bambini che è giusto prendere a sportellate i propri compagni di squadra. A peggiorare la situazione, invece di prendere per un orecchio Ocon e di dirgli di smetterla di colpire Perez con la baguette, a nessuno importava niente, né in Canada né a Baku.
Giusto, il Canada: tutto si è concluso con una doppietta Mercedes e con Hamilton vincitore, ma non tiriamo troppo per le lunghe, che c'è l'Azerbaijan...
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...insomma, per intenderci una di quelle gare da what the f*ck che capitano una volta ogni anni e anni e in cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul vincitore. Purtroppo stavolta il vincitore è stato Dani-Smile invece che qualcuno di molto più pittoresco come quella volta in cui vinse Johnny Herbert con la Stewart, ma vorrei segnalare che, nel momento in cui i Vettelton erano ancora in testa, ma destinati a non arrivare al traguardo in quelle posizioni, si sono trovati in posizione di ereditare potenzialmente la loro leadership piloti come Massa, Perez e Ocon. Se fossero arrivati al traguardo, la vittoria avrebbe potuto decidersi tra loro tre, che erano stabilmente davanti a Ricciardo. Il caso ha voluto che la vettura di Massa abbia dato forfait, mentre quelle di Perez e Ocon non l'hanno fatto, purtroppo, permettendo ai piloti di fare la figuraccia di spalmarsi l'uno contro l'altro.
Sono passati inosservati.
Tutti, in realtà, sono passati inosservati.
Tutti, a parte i Vettelton, di cui si è detto tutto e il contrario di tutto e che hanno detto, in prima persona, tutto e il contrario di tutto.
Mi sono profondamente commossa, ad un certo punto. Ricciardo aveva vinto e nessuno se lo filava, ma quello ci può stare. Bottas aveva rimontato dall'ultima alla seconda posizione e anche lui nessuno se lo filava, ma anche questo ci può stare.
Ma Stroll?
Stroll terzo.
Non so se vi rendete conto dell'enormità della cosa: una vettura che nessuno avrebbe scommesso di vedere sul podio raggiungeva il podio con al volante uno che nessuno avrebbe scommesso di vedere in zona punti. Non è roba da poco.
Invece no, quel poveretto ha ottenuto un terzo posto e nessuno se l'è filato neanche di striscio. Per protesta è tornato nelle retrovie, avendo cura di stare ben lontano dalle scarpe di Dani-Smile.

[FRULLATORI E FRULLA TORI]
Mentre davanti si placavano lentamente le acque, dietro c'era chi di problemi e di peripezie doveva affrontarne parecchi.
In Austria vinceva Bo77as, dopo tante polemiche che lo riguardavano per potenziali azioni che avrebbe potuto commettere ma non ha commesso. Lasciarlo in pace ogni tanto proprio non è contemplato, vero? Non dico che non bisogna prendersela con lui se fa qualcosa che non va bene, ma fintanto che non lo fa, che bisogno c'è di mettere le mani avanti e di criticarlo sulla base di fatti che potrebbero essere destinati a non accadere mai? Povero Bo77as, è finlandese e non si chiama Hakkinen, quindi il suo ruolo nel mondo del motorsport non ha senso di esistere.
In Gran Bretagna vinceva Hamilton, proprio davanti a Bo77as.
In Ungheria vinceva Vettel, davanti a Raikkonen.
Ehi, Raikkonen, sorridi che c'è una telecamera che ti sta inquadrando! Come ti permetti di rimanertene serio tale e quale a ogni giorno della tua vita? Sei un ingrato. Non pensi che in tanti altri vorrebbero essere lì al posto tuo?
Va beh, questi discorsi a parte resta la superlicenza di Dany Kvyat, ma per poco, dato che sta collezionando frullatori alla velocità del suono. Altri due punti, poi potrebbe capitargli di dovere scontare una gara di ban, perché i punti di penalità più antichi che ha esauriranno il loro effetto ai primi di ottobre e sono tanti i gran premi in cui sarà costretto a rimanere lontano dai guai per evitare squalifiche. Il punto è che ultimamente sembra attirare disgrazie come un esercito di gatti neri. L'altro punto non è tanto il race ban, è che qualcuno dovrebbe sostituirlo durante il race ban e, non so perché, ho la vaga sensazione che, anche di ritorno dopo il race ban, Kvyat potrebbe correre il rischio di trovare quel sedile occupato. #IStandWithKvyat.

CLASSIFICA PILOTI: Vettel 202, Hamilton 188, Bottas 169, Ricciardo 117, Raikkonen 116, Verstappen 67, Perez 56, Ocon 45...
CLASSIFICA COSTRUTTORI: Mercedes 357, Ferrari 318, Redbull 184, Force India 101...

lunedì 14 agosto 2017

Indylights 2017: ROAD AMERICA, IOWA, TORONTO, MID-OHIO (#8, #9, #10, #11, #12, #13, #14)

[Sintesi scritta per F1GC]
Dopo avere terminato finalmente di mettermi in pari con le gare di Indylights che sono state disputate finora quest'anno, ecco qui la sintesi degli eventi di Road America, Iowa Corn, Toronto e Mid-Ohio.

[ROAD AMERICA: #8 e #9]
Matheus Leist, il "folletto irlandese" che in realtà è brasiliano, vincitore della Freedom 100, è partito dalla pole position in Gara 1 e ha mantenuto la prima posizione fino alla fine.
Mentre la prima posizione era definita, per la seconda c'è stato un acceso duello nelle fasi iniziali di gara, dal quale è uscito vincente Urrutia, elogiato in telecronaca per il grande sorpasso da lui compiuto.

RISULTATO: 1. Matheus Leist, 2. Santiago Urrutia, 3. Kyle Kaiser, 4. Ryan Norman, 5. Juan Piedrahita, 6. Nico Jamin, 7. Neil Alberico, 8. Shelby Blackstock, 9. Dalton Kellett, 10. Zachary Claman De Melo, 11. Aaron Telitz, 12. Colton Herta, 13. Garth Rickards, 14. Nicolas Dapero.

Il giorno dopo c'è stata Gara 2, nella quale partiva dalla pole position Colton Herta, che negli ultimi tempi era apparso decisamente sottotono in confronto all'inizio di stagione.
Si è confermato almeno in parte "sottotono" in quanto non è riuscito a concretizzare la pole in vittoria, ma quantomeno ha conquistato un podio, mentre la vittoria è andata a Zachary Claman Occupo Un'Intera Pagina Dell'Elenco Telefonico.
La gara è stata abbastanza movimentata: Rickards è finito in giro per prati e si è ritirato, c'è stato un contatto abbastanza indolore tra Kellett e Blackstock, mentre anche Urrutia e Dapero non hanno visto la bandiera a scacchi (Urrutia per una foratura nelle ultime fasi di gara).
Piedrhaita lo si era visto invece andare in giro per prati dopo un contatto con Alberico (è stato uno dei tantissimo duelli che si sono visti), ma è riuscito a tornare in pista.

RISULTATO: 1. Zachary Claman De Melo, 2. Kyle Kaiser, 3. Colton Herta, 4. Matheus Leist, 5. Aaron Telitz, 6. Shelby Blackstock, 7. Ryan Norman, 8. Neil Alberico, 9. Dalton Kellet, 10. Juan Piedrahita, 11. Santiago Urrutia, 12. Nicolas Dapero. 13. Garth Rickards, 14. Nico Jamin.

***

[MAZDA IOWA 100: #10]
Yaaaaayyyyyyy! C'è la grafica! *_______* O meglio, non esageriamo, è passata in sovrimpressione la griglia di partenza, senza che poi ci fosse la grafica per tutto il resto della gara.
La griglia di partenza era la seguente: Herta-Claman De Melo, Kaiser-Norman, Kellet-Jamin, Alberico-Rickards, Dapero-Leist, Urrutia-Telitz, Blackstock-Piedrahita.

Herta è riuscito a vincere? No.
E' riuscito ad arrivare sul podio? Nemmeno.
Ha vinto qualcuno che partiva dalle prime file? No.
La vittoria è andata a Leist, che in questo modo ha fatto 2 su 2, per quanto riguarda gli ovali. Quando il campionato riprenderà, vedremo se riuscirà a fare 3 su 3, ma questo è un altro discorso.
Ho visto duelli e sorpassi per tutto il tempo, ma l'assenza di una grafica non mi ha aiutata a capire molto che cosa stesse succedendo, l'unica cosa chiara è che a un certo punto c'è stato un incidente, nella prima metà della gara, e che l'autore di quell'incidente era Rickards.

RISULTATO: 1. Matheus Leist, 2. Santiago Urrutia, 3. Dalton Kellett, 4. Colton Herta, 5. Kyle Kaiser, 6. Zachary Claman De Melo, 7. Nico Jamin, 8. Ryan Norman, 9. Aaron Telitz, 10. Juan Piedrahita, 11. Neil Alberico, 12. Nicolas Dapero, 13. Shelby Blackstock, 14. Garth Rickards.

***

[TORONTO: #11 e #12]
Sul suolo canadese Kyle Kaiser ha decisamente dato il meglio di sé.
Già vincitore di una delle gare della versione tradizionale di Indianapolis, diversi mesi prima, si è imposto in entrambi gli appuntamenti di Toronto.

Nel primo dei due partiva dalla pole position e ha mantenuto la prima posizione fino alla fine.
A rendere movimentata la gara, dopo pochi minuti di percorrenza, è stato un incidente di Leist. E' andato a sbattere e le vetture hanno cercato di evitarlo. Jamin ha danneggiato la propria vettura colpendo il posteriore di Leist e si è fermato a sua volta. E' entrata la safety car e, quando la gara è ripresa, per il resto è stata abbastanza tranquilla: qualcuno non è arrivato in fondo, ma hanno semplicemente parcheggiato nell'anonimato. Il più in mezzo alle scatole di tutti era Ryan Norman, rimasto fermo nelle ultime fasi di gara.

RISULTATO: 1. Kyle Kaiser, 2. Zachary Claman De Melo, 3. Santiago Urrutia, 4. Colton Herta, 5. Aaron Telitz, 6. Juan Piedrhaita, 7. Nicolas Dapero, 8. Neil Alberico, 9. Garth Richards, 10. Ryan Norman, 11. Shelby Blackstock, 12. Dalton Kellett, 13. Matheus Leist, 14. Nico Jamin.

Il giorno dopo a partire dalla pole era Colton Herta, in una gara in cui partire si è rivelato più traumatico del solito: Jamin e Blackstock sono venuti a contatto, Jamin per poco non ha spiccato il volo ed è stato necessario l'intervento della SC.
Dopo il restart Herta era ancora in testa, davanti a Kaiser...
...
...
...e ci è rimasto, nonostante i telecronisti, apparentemente uno dei quali era Davey Non Sono Il Gangster Rapper, avessero notato che aveva qualche problema dopo avere verniciato leggermente un muretto.
Poi si è fermato più o meno a metà gara, confermando la propria propensione a mandare alle ortiche gran parte delle pole position da lui ottenute.
Nel resto della gara Kaiser è stato in testa, con i telecronisti che osservavano come sia cambiato rispetto a un tempo e come non sia più quello che due anni fa, a Toronto, mandò  a sbattere nientemeno che Nelsinho Piquet!

RISULTATO: 1. Kyle Kaiser, 2. Aaron Telitz, 3. Zachary Claman De Melo, 4. Juan Piedrahita, 5. Matheus Leist, 6. Ryan Norman, 7. Nicolas Dapero, 8. Garth Rickards, 9. Dalton Kellett, 10. Colton Herta, 11. Santiago Urrutia, 12. Nico Jamin, 13. Shelby Blackstock, 14. Neil Alberico.

***

[MID-OHIO: #13 e 14]
L'ultima volta che abbiamo visto la Indylights in azione, finora, è stato qualche settimana fa a Mid-Ohio, dove è andato in scena l'ultimo doppio appuntamento della stagione: Gateway sarà un ovale, quindi evento singolo, mentre Watkins Glen, a fine stagione, sarà un evento singolo pur non essendo un ovale.

In Gara 1 Santiago Urrutia, già vincitore quattro volte nella scorsa stagione (in cui si è classificato secondo nel suo anno da rookie, con un gap di soltanto due punti nei confronti di Ed Jones), è partito dalla pole position involandosi verso la prima vittoria stagionale.
Stavolta è andata un po' meglio anche a Herta, che è salito sul secondo gradino del podio, mentre anche Jamin, che a Toronto in pista c'era andato solo per finire fuori alla prima curva, è riuscito a vedere il podio.

RISULTATO: 1. Santiago Urrutia, 2. Colton Herta, 3. Nico Jamin, 4. Shelby Blackstock, 5. Zachary Claman De Melo, 6. Neil Alberico, 7. Dalton Kellett, 8. Aaron Telitz, 9. Ryan Norman, 10. Juan Piedrahita, 11. Matheus Leist, 12. Kyle Kaiser, 13. Garth Rickards, 14. Nicolas Dapero.

In Gara 2 è partito dalla pole Colton Herta e, come si può traquillamente immaginare, la cosa non prometteva nulla di positivo.
Guess what? Herta non ha vinto Gara 2, anche se comunque, almeno nelle fasi iniziali, è stato impegnato in un duello per la prima posizione con Jamin. Rickards(?) nel frattempo per poco non spiccava il volo dopo un contatto con Kellett.
Poi Herta è finito in testacoda mentre era in testa dopo cinque minuti contati di gara e si è ritrovato nelle retrovie, lasciando la leadership su un piatto d'argento a Jamin e alla sua baguette. Andava tuttavia peggio a Kaiser, out per un contatto con Piedrahita un po' più tardi, dato che quantomeno Herta Jr è riuscito a chiudere la gara in sesta posizione.

RISULTATO: 1. Nico Jamin, 2. Santiago Urrutia, 3. Shelby Blackstock, 4. Zachary Claman Demelo, 5. Aaron Telitz, 6. Colton Herta, 7. Ryan Norman, 8. Nicolas Dapero, 9. Neil Alberico, 10. Matheus Leist, 11. Juan Piedrhaita, 12. Kyle Kaiser, 13. Dalton Kellett, 14. Garth Rickards.

Il campionato riprenderà il 27 Agosto con la Illinois 100 di Gateway Motorsport Park, mentre si chiuderà con l'evento finale di Watkins Glen il 3 Settembre.
Al momento Kyle Kaiser è in testa alla classifica con 297 punti, mentre seguono in seconda e terza posizione Herta e Urrutia: i due hanno entrambi 255 punti, ma Herta è in vantaggio nei confronti di Urrutia, in quanto ha conquistato due vittorie, contro una soltanto per il pilota uruguayano.
Breaking News: nel prossimo evento farà il proprio esordio one-off in Indylights nientemeno che Chad Boat, il figlio dell'ex pilota di Indycar Billy Boat!

domenica 13 agosto 2017

Indylights 2017: ST.PETE, BARBER, INDY (#1, #2, #3, #4, #5, #6, #7)

[Sintesi scritta per F1GC]
Approfittando dell'estate e delle poche gare che si svolgono nel frattempo, credo che sia doveroso dedicare un po' di spazio alla Indylights, campionato minore della Indycar che, di fatto, è la GP2 degli States.
Eravamo abituati a vedere gareggiare dodici monoposto, ma quest'anno la Indylights ha lievemente migliorato il tiro: in genere c'erano quattordici vetture, in alcune occasioni addirittura quindici.

[TEAM E PILOTI]
Andretti Autosport: #27 Nico Jamin, #28 Dalton Kellett, #48 Ryan Norman
Andretti Steinbrenner: #98 Colton Herta
Belardi Auto Racing: #5 Santiago Urrutia, #9 Aaron Telitz, #51 Shelby Blackstock
Carlin: #11 Garth Rickards, #13 Zachary Claman De Melo, #22 Neil Alberico, #26 Matheus Leist
Juncos Racing: #18 Kyle Kaiser, #31 Nicolas Dapero
Pelfrey: #2 Juan Piedrahita
...in più, a St. Pete e a Barber abbiamo visto in azione una Pelfrey #3, al volante tale Patricio O'Ward, messicano.

Per quanto riguarda i piloti fissi, oltre la metà sono cittadini degli States, ma ci sono anche:
- due canadesi (Kellet e Claman-De Melo);
- tre sudamericani (l'uruguayano Urritua, il brasiliano Leist e l'argentino Dapero);
- un francese (Jamin), che al momento è l'unico europeo attivo in Indylights e... OMG! Un francese con il numero 27! *______* C'est minichoupi!

[CALENDARIO]
11 Marzo: St. Pete I
12 Marzo: St. Pete II
22 Aprile: Barber I
23 Aprile: Barber II
12 Maggio: Indy Road Course I
13 Maggio: Indy Road Course II
26 Maggio: Freedom 100 Indianapolis
24 Giugno: Road America I
25 Giugno: Road America II
9 Luglio: Mazda Iowa 100 Iowa Speedway
15 Luglio: Toronto I
16 Luglio: Toronto II
29 Luglio: Mid-Ohio I
30 Luglio: Mid-Ohio II
27 Agosto: Illinois 100 Gateway
3 Settembre: Watkins Glen

Dove si vedono le gare? Mhm... sul canale Youtube della Indylights, quando le pubblicano, ovvero più o meno due settimane dopo che le gare sono state disputate (non me le sono vista in tempi immediatamente successivi a quando sono state disputate, di conseguenza, ma ho iniziato a vederle di recente). E' comunque un passo avanti rispetto ai vecchi tempi: al giorno d'oggi le gare si trovano TUTTE, una volta alcune non venivano nemmeno trasmesse in TV quindi non comparivano mai sul Tubo.

***

[ST. PETERSBURG: #1 e #2]
A St.Pete, in gara 1, l'americano Aaron Telitz è partito dalla pole position e si è involato verso la vittoria.
Al secondo posto si è classificato Colton Herta, figlio di Bryan Herta, che curiosamente porta il numero 98 che è tipico del team Herta in Indycar!
Mentre per Telitz la prima posizione è stata assicurata dalla pole position, Herta ha dovuto recuperare alcune posizioni per raggiungere il secondo posto, uscendo da vincitore da diversi duelli.
Nonostante il vincitore sia stato in testa dall'inizio alla fine, non si può dire che la gara sia stata piatta, infatti a centro gruppo ci sono state lotte piuttosto accese per le posizioni di minore rilievo.

RISULTATO: 1. Aaron Telitz, 2. Colton Herta, 3. Neil Alberico, 4. Shelby Blackstock, 5. Patricio O'Ward, 6. Kyle Kaiser, 7. Nico Jamin, 8. Zachary Claman De Melo, 9. Nicolas Dapero, 10. Ryan Norman, 11. Garth Rickards, 12. Dalton Kellett, 13. Santiago Urrutia, 14. Juan Piedrahita, 15. Matheus Leist.

Il giorno dopo, in gara 2, è stato Colton Herta a partre dalla pole position, in una gara che non è stata esattamente tranquilla. Giusto per spiegare meglio cosa intendo, al via Jamin e Alberico sono finiti l'uno addosso all'altro andando a verniciare muretti. Poi, più tardi, è toccato a Rickards(?).
Anche Kellett ha crashato, a metà gara, provocando un nuovo ingresso della safety car.
Nel frattempo nulla sembrava mettere in discussione la leadership del giovane Herta, che è andato a vincere la gara.

RISULTATO: 1. Colton Herta, 2. Santiago Urrutia, 3. Patricio O'Ward, 4. Kyle Kaiser, 5. Aaron Telitz, 6. Shelby Blackstock, 7. Zachary Claman De Melo, 8. Nicolas Dapero, 9. Ryan Norman, 10. Juan Piedrahita, 11. Matheus Leist, 12. Dalton Kellett, 13. Garth Rickards, 14. Nico Jamin, 15. Neil Alberico.

***

[BARBER: #3 e #4]
Ci eravamo lasciati con Gara 2 di St.Pete che non era partita in modo molto tranquillo e c'è da dire che anche a Barber non è che si sia partiti in modo tranquillo.
Prima ancora del via, dietro la safety car, Colton Herta verniciava qualcosa al punto tale da spargere detriti in giro, mentre O'Ward e Urrutia finivano l'uno addosso all'altro. Kyle Kaiser, nel frattempo, si apprestava a partire dalla pole...
...
...
...pole che non gli è bastata ad accaparrarsi la vittoria che, con un colpo di baguette arrivato fin dalle prime fasi di gara, è andata al francese Jamin.

RISULTATO: 1. Nico Jamin, 2. Kyle Kaiser, 3. Neil Alberico, 4. Matheus Leist, Zachary Claman De Melo, 6. Dalton Kellett, 7. Shelby Blackstock, 8. Patricio O'Ward, 9. Nicolas Dapero, 10. Colton Herta, 11. Juan Piedrahita, 12. Ryan Norman, 13. Aaron Telitz, 14. Garth Rickards, 15. Santiago Urrutia.

Il giorno dopo Herta Jr si è ripreso e anche con gli interessi per il risultato di Gara 1.
Prima di gara 2 e prima di Colton Herta che partiva dalla pole, comunque, il video che ho reperito sul tubo partiva con Zachary Claman Occupo Un'Intera Pagina Sull'Elenco Telefonico che parlava al microfono di chi lo intervistava. Parlava del fatto che la Indylights sia il campionato americano per giovani piloti più di alto livello e menzionava J.R. Hildebrand... Hildy! *____* è bello sapere che i giovani piloti ce l'hanno come eroe! *-*
La 400esima gara della storia della Indylights, per farla breve, è stata vinta proprio da Herta Jr. Sul podio accanto a lui, sempre ammesso che in Indylights ci sia una cosa tipo il podio, sono saliti nientemeno che i primi due classificati del giorno precedente, Kaiser e Jamin.

RISULTATO: 1. Colton Herta, 2. Kyle Kaiser, 3. Nico Jamin, 4. Neil Alberico, 5. Aaron Telitz, 6. Nicolas Dapero, 7. Matheus Leist, 8. Shelby Blackstock, 9. Ryan Norman, 10. Dalton Kellett, 11. Juan Pedrahita, 12. Garth Rickards, 13. Santiago Urrutia, 14. Zachary Claman De Melo, 15. Patricio O'Ward.

***

[INDIANAPOLIS ROAD: #5 e #6]
Sul circuito sul quale molto tempo fa Ralf Schumacher verniciava muretti sono andati in scena il quinto e il sesto appuntamento del campionato.
Gara 1 è stata quella che ha avuto la griglia di partenza più deprimente: da quindici vetture ce n'erano rimaste quattordici, in quanto Patricio O'Ward non gareggiava più in Indylights, e per giunta c'è stato il DNS di Piedrahita.
Ha vinto Nico Jamin, partito dalla pole, mentre Herta Jr non ha portato a casa nulla, nonostante nelle fasi iniziali della gara lo si fosse visto fare un ottimo start e andare a infastidire piloti che stavano nelle posizioni che contavano. Non era decisamente il suo weekend, come avremmo appurato ugualmente il giorno seguente.

RISULTATO: 1. Nico Jamin, 2. Zachary Claman De Melo, 3. Kyle Kaiser, 4. Neil Alberico, 5. Matheus Leist, 6. Aaron Telitz, 7. Santiago Urrutia, 8. Ryan Norman, 9. Shelby Blackstock, 10. Garth Rickards, 11. Nicolas Dapero, 12. Colton Herta, 13. Dalton Kellett, DNS. Juan Piedrahita.

Ancora una volta, in Gara 2 ha vinto chi partiva dalla pole position, nella fattispecie Kyle Kaiser.
La gara è stata in generale piuttosto traquilla e nessuno ha messo in discussione le sue probabilità di vittoria, così che è andato in victory lane per la prima volta nella stagione.

RISULTATO: 1. Kyle Kaiser, 2. Santiago Urrutia, 3. Matheus Leist, 4. Nico Jamin, 5. Juan Pedrahita, 6. Neil Alberico, 7. Ryan Norman, 8. Nicolas Dapero, 9. Dalton Kellett, 10. Colton Herta, 11. Zachary Claman De Melo, 12. Garth Rickards, 13. Aaron Telitz, 14. Shelby Blackstock.

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[FREEDOM 100, INDIANAPOLIS SPEEDWAY: #7]
Ogni tanto capitano anche cose di un certo livello, per esempio che la Indylights gareggi sull'ovale di Indianapolis. Come ogni gara su ovale che si rispetti, la denominazione della gara stessa non ha nulla a che vedere con il nome del circuito. La gara è breve e indolore e dura 40 giri. Diversamente dalle gare precedenti, nel video caricato sul profilo Youtube della Indylights cera una grafica, quindi nell' *improbabile* caso di avere difficoltà a riconoscere vetture guidate da piloti sconosciuti all'occhio del tifoso europeo, c'era comunque un minimo di contestualizzazione.
Il fatto di gareggiare su un ovale ha anche messo un attimo in discussione la tranquillità vista nelle gare precedenti. La gara ha appena fatto in tempo a partire che Herta Jr è finito in testacoda ed è andato accidentalmente a travolgere nientemeno che il suo compagno di squadra Norman: safety car!
A parte questo, in realtà, la gara è stata breve e indolore con Leist partito dalla pole che è andato a conquistare la vittoria. Aveva un certo margine, alla fine, ma Telitz e Kellett erano molto vicini ed è stata lotta per il secondo posto fino alla fine.

RISULTATO: 1. Matheus Leist, 2. Aaron Telitz, 3. Dalton Kellett, 4. Neil Alberico, 5. Santiago Urrutia, 6. Zachary Claman De Melo, 7. Garth Rickards, 8. uan Piedrahita, 9. Kyle Kaiser, 10. Nico Jamin, 11. Shelby Blackstock, 12. Nicolas Dapero, 13. Colton Herta, 14. Ryan Norman.

PS. La grafica delle altre gare è qualcosa di eroico. Santiago Urrutia diviene Santi Urritia, Zachary Claman De Melo diviene Zack Claman De Melo, Nicolas Dapero diviene Nico Depero. I giorni in cui dovevi chiamarti in un modo impronunciabile tipo Toranosuke, perché il mondo della Indycar non comprendesse il tuo nome, sono passati da moooooolto tempo!

PPS. Matheus Leist ha i capelli castano rossicci, è pettinato come un giovane Eddie Irvine e ha l'aria da folletto irlandese. È brasiliano. Sono rimasta negativamente impressionata da tutto ciò! XD