sabato 28 febbraio 2015

Avete presente quando nei commenti ironici mi immagino i piloti dei "nuovi team" mentre giocano a carte ai box?


Osservando quest'immagine risalente al 2010 in cui Glock e Di Grassi stavano giocando a carte dentro al box della Virgin, inizio a pensare di non esserci andata così lontana...

venerdì 27 febbraio 2015

Riflessioni sui team pittoreschi dell'epoca delle prequalifiche (1988-1992)

Ci sono momenti in cui tutto ci sembra chiaro e cristallino. Ci sono momenti, invece, in cui le nostre convinzioni vengono messe in discussione. E' quanto mi è accaduto oggi pomeriggio, mentre curiosavo su Tumblr. Stavo guardando un blog su cui vengono caricate foto di vetture di Formula 1, attuali ma soprattutto passate... e all'improvviso ho visto la luce.
La luce era la foto di una Onyx e, in quel momento, ho realizzato quante cose mi sono persa. Già verso la fine del 2011 ho scoperto che rivedere vecchi gran premi di Formula 1 grazie alla rete non è così tanto difficile (del periodo anni '80-'90 ce ne sono parecchi, su youtube, dailymotion e siti del genere)... ma quante cose ci perdiamo, anche in quel caso? Sulla griglia di partenza c'erano 26 vetture. In certi gran premi capitava che, a competere per un posto sulla griglia ce ne fossero addirittura 39.

Ho guardato parecchi gran premi dal '93 in poi. Si intuiva con chiarezza il fascino di scuderie come Lola, Simtek, Pacific, Forti... Di tanto in tanto, nel vedermi quelle gare, facevo un salto sulla sedia, nel notare l'inquadratura di una di queste monoposto.
Tra il 1988 e il 1992 non era così: i team più pittoreschi in gara non ci arrivavano nemmeno e, quando la concorrenza era maggiore, non solo non si qualificavano nemmeno, ma addirittura non si prequalificavano.

Funzionava così: in gara erano ammesse 26 vetture, in qualifica ne erano ammesse 30, i team più lenti dovevano effettuare le prequalifiche e le quattro vetture più veloci accedevano alle qualifiche.
Per "team più lenti" ci si basava sui risultati ottenuti negli ultimi sei mesi... e a volte capitavano cose molto strane, in termini di risultati, tipo che quando riuscivano a prequalificarsi poi passavano le qualifiche e magari facevano anche dei punti in gara. La Onyx ottenne addirittura un terzo posto al GP del Portogallo 1989...

In conclusione devo approfondire, anche cercando immagini ed eventuali video, la storia di: COLONI, EUROBRUN, OSELLA, DALLARA, ONYX, REAL, AGS, LAMBO/MODENA, FONDMETAL, FOOTWORK... poi va beh, c'è l'ANDREA MODA, ma quella la conosco abbastanza bene. ^^

giovedì 26 febbraio 2015

I social network e le polemiche su Carmen Jordà


Sono reduce da un pomeriggio in cui ho assistito a una certa dose di polemiche, su quel magico luogo che è Tumblr. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, non preoccupatevi: è una sorta di blog/ social network dove in genere scrivono quasi solo ragazze che sanno l'inglese (perché il 95% di Tumblr è in inglese) e in cui c'è la possibilità di condividere quello che hanno pubblicato gli altri, oltre che pubblicare cose proprie. Generalmente vengono postate foto e, tra le appassionate di Formula 1, si postano foto connesse all'argomento, oppure screenshot dei tweet di team o piloti. Qualcuno ogni tanto fa commenti. Il commento che va per la maggiore è "oh, che carino che è NOME DEL PILOTA".

Oggi nel fandom della Formula 1 si è sollevato un certo polverone. Il motivo? Carmen Jordà è stata ingaggiata come "development driver" dalla Lotus.

Per chi non avesse ben chiaro il concetto di "development driver" in genere:
- il suo ruolo è quello di posare nelle foto di gruppo del team, indossando i colori e gli sponsor del team stesso;
- nel 90% dei casi non ha la superlicenza, quindi è impossibile vederlo in pista anche nelle prove libere del venerdì;
- in rari casi, se ha buoni sponsor, prende parte ai cosiddetti "test dei giovani piloti", sempre ammesso che il team decida di affidargli la vettura.

In pratica, per fare un paragone, il "development driver" in un team serve tanto quanto il pupazzo di Gatto Silvestro attaccato allo specchietto retrovisore di una Panda.

Il caso di Carmen Jordà, però, ha fatto scalpore. Effettivamente, diversamente dagli altri "development driver" Carmen è una donna. Ed è anche gnocca. Per chi non sapesse di chi si tratta, correva in GP3 negli anni scorsi e i suoi risultati erano sul livello medio-basso per non dire scarso. In ogni caso, ad arrivare davanti all'obiettivo della macchina fotografica e a mettersi in posa, perché sarà questo il suo ruolo, credo che ne sia capace.

Cosa c'è che non va, quindi? Mhm... per il popolo di Tumblr, tutto: hanno criticato Carmen perché è una donna ed è un insulto alle donne pilota, l'hanno criticata perché è gnocca e quindi è un insulto alle donne pilota dall'aspetto meno vistoso.
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...per quanto riguarda le sue prestazioni, sempre che qualcuno si degnasse di parlare delle sue prestazioni, cosa che accadeva raramente, il commento medio era "è una merda". E i like fioccavano come se ci si trovasse davanti a commenti di elevatissimo spessore e come se non fosse insultare i piloti, qualunque siano le loro prestazioni, il vero insulto.
Qualcuno l'ha anche paragonata a Susie Wolff, accusando quest'ultima di avere fatto chissà quale cosa per abbassare la reputazione delle donne pilota. Obiettivamente parlando, mi pare che la Wolff vada ad aggiungersi alla collezione dei tanti piloti di cui tra qualche decennio nessuno ricorderà nel bene e nel male. Che poi vada più lenta dei piloti titolari lo sappiamo, ma non mi pare così grave girare un po' più lenta di uno che ha ottenuto 16 pole position o di uno che viene visto come una delle più grandi promesse per il futuro.

Torniamo a noi. Personalmente non me ne frega un cavolo di Carmen Jordà e anch'io sono sul parere espresso da altre che "se dobbiamo avere una donna in Formula 1 sarebbe meglio averne una migliore". Io stessa ci sono rimasta male quando la Sauber ha messo alla porta Simona De Silvestro, che in Indycar andava niente male. Se il discorso fosse "metti la donna che preferisci al volante di una Formula 1", il mio voto andrebbe a Simona, su questo non ho dubbi.

Però lo stesso vale anche per gli uomini e non è detto che quelli che io preferisco siano tutti in Formula 1 e quelli che mi piacciono meno siano tutti fuori. E' stato questo su cui mi sono soffermata, quando ho finalmente deciso di intervenire. Poi mi sono soffermata anche sul fatto che tra l'essere "development driver" e guidare in un gran premio, anche solo nelle prove libere, passa un abisso. Quest'ultimo fatto è stato totalmente ignorato, mentre il fatto che, secondo il mio parere, nessuno avrebbe fatto caso neanche da lontano a un uomo ingaggiato come "development driver" (a meno che non sia un figo e in tal caso nessuno ha niente da dire nemmeno se è il più scarso dei piloti) ho ricevuto una risposta molto ben argomentata che suonava tipo: guarda che a suo tempo ci indignammo quando Bianchi pagò per rubare il volante a Sutil e quando Maldonado pagò per rubare il volante a Hulkenberg.

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...wait, wait, wait.

Veniamo al primo caso: Bianchi avrebbe rubato il volante a Sutil. Mhm... si riferiscono per caso al fatto che era terzo pilota della Force India mentre Sutil era rimasto fuori dalla Formula 1 per la piccola sottigliezza che era impegnato in tribunale a difendersi dall'insignificante accusa di avere ferito un altro tizio con un bicchiere rotto? No, perché se si riferiscono all'epoca in cui entrambi stavano testando la Force India nei test prestagionali del 2013, vorrei far notare che alla fine la Force India scelse Sutil.
Piccolo dubbio esistenziale: perché se Sutil è così migliore di Bianchi con una macchina superiore si è classificato dietro di lui in classifica?

Veniamo al secondo caso: Maldonado è stato ingaggiato alla Williams subito dopo avere vinto il titolo in GP2, e tra l'essere nelle retrovie in GP3 ed essere tra i migliori in GP2 passa un abisso che certa gente a quanto pare neanche si immagina. Tra l'altro la scelta della Williams pare non essere neanche stata così azzardata, dato che Maldonado ha vinto un gran premio dopo anni e anni che il team vedeva i gradini più bassi del podio con la stessa frequenza con cui ci saliva Massa.
Piccolo dubbio esistenziale: se l'aspetto di Hulkenberg fosse stato quello di Maldonado e se l'aspetto di Maldonado fosse stato quello di Hulkenberg, qualche fangirl di tumblr si sarebbe per caso lamentata?
Altro piccolo dubbio esistenziale: perché se Hulkenberg è così tanto migliore di Maldonado non è ancora riuscito nemmeno a conquistarsi un podio (cosa che il suo compagno di squadra ha fatto) e, nell'unica occasione in cui aveva la possibilità di vincere un gran premio, diversamente da Maldonado, è andato a sbattere da qualche parte? Sempre per la storia che i numeri contano, ma solo quando bisogna tenere il conto degli incidenti di Maldonado? Mentre per quanto riguarda i risultati di Hulkenberg bisogna sempre chiudere un occhio?

A proposito di chiudere un occhio, quello che ho appreso oggi è che, nel mondo dei social network, se sei una donna spagnola che nelle serie minori non si è mai fatta notare, ingaggiata da un team come riserva della riserva della riserva, meriti di essere insultata da chiunque...
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...almeno fino al giorno in cui si schianterà contro il portellone di un camion, dopodiché verrà eletta a donna-immagine delle competizioni motoristiche.

Credo che la mia maestra di vita si stia rivoltando nella tomba.

mercoledì 25 febbraio 2015

Who's that guy? [CIT.]

Ve lo ricordate Will Stevens che tra l'altro, me ne sono accorta stasera stessa, non seguivo su twitter? Ovviamente ho provveduto a rimediare a questo imperdonabile misfatto iniziando immediatamente a seguirlo.

In ogni caso, per chi non se lo ricordasse, ha debuttato alla Caterham nel gran premio finale del 2014, dopo che Ericsson, desideroso di stare in un team classificato dopo la Marussia, si era affrettato a passare in Sauber.
Il motivo principale per cui Stevens ha fatto parlare di sé, oltre ad essersi dimostrato, almeno per ora, un pilota capace di mantenere una vettura in pista e di girare su tempi adeguati alla vettura che sta guidando, per essersi trovato davanti a nientemeno che Alonso, complice un pit-stop effettuato in un momento inopportuno da quest'ultimo. Voci di corridoio (o meglio, i team radio) narrano che Alonso, deluso dal fatto che pur non essendo doppiato Stevy non si comportasse come tale, si sia messo a protestare via radio chiedendo delucidazioni sulla sua identità e che abbia concluso che, essendo un debuttante, aveva ancora molte cose da imparare.

Per chi sapesse soltanto le informazioni di cui sopra e ignorasse il background da cui proveniva questo giovane futuro eroe delle retrovie, è opportuno specificare che non si è materializzato magicamente nel momento dell'ingaggio da parte della Caterham. No, prima era pilota di riserva in Marussia! O meglio, siccome il pilota di riserva era nientemeno che Alex Rossi, Stevens era stato ingaggiato come riserva della riserva.
Il suo ingaggio da parte della Marussia risaliva alla fine di settembre, quindi diciamo che dopo un paio di mesi aveva già fatto le valigie per accasarsi laddove avevano ancora una vettura su cui fargli appoggiare il fondoschiena. Poi, a quanto pare, è tornato indietro.

Su chi sarà il compagno di squadra (e di duelli epici) di Stevy, ancora non ne sappiamo niente. Però sappiamo che la Marussia/Manor sarà in pista in Australia, tra qualcosa come tre settimane. E' una consapevolezza niente male.
Personalmente, da Marussia-fan, non so ancora se Stevy mi piace oppure no. E poi andiamoci cauti: tre settimane sono lunghe, come potrebbero tranquillamente confermare Rossi e Razia...

martedì 24 febbraio 2015

Compleanno con rumour per nonno Pedro!

Oggi è il compleanno di Pedro De La Rosa; l'intramontabile Pedro, quello che in Formula 1 è sempre uscito dalla porta ed entrato dalla finestra, quello che ha seguito Alonso da una parte o dall'altra, quello che nel frattempo faceva il telecronista, quello che pur essendo in qualche modo coinvolto nella spy-story Ferrari/McLaren è riuscito a passare in Ferrari in un secondo momento (non che sia l'unico), quello che tra una stagione e l'altra si è ritrovato anche a guidare la HRT.

Ebbene, pare che i suoi migliori ricordi siano quelli degli anni della HRT... o almeno così scrive su Twitter nel giorno del suo 44° compleanno.
E' abbastanza curioso, tutto sommato, dato che stiamo parlando di un pilota che nel suo curriculum ha anche un podio ottenuto con la McLaren (Ungheria 2006, per chi volesse rileggersi il post strappalacrime scritto un paio d'anni fa). Comunque questa è la dimostrazione che, a meno che Pedro non stia mentendo spudoratamente (e non ne vedo la ragione), anche le piccole cose possono dare soddisfazione e che, chissà, a un pilota può rimanere più nel cuore un 15° posto ottenuto con una carretta che non un podio guidando per un top team.

Il rumour che lo riguarda e che pare essere stato riportato proprio di recente (roba di oggi o di ieri al massimo) è che potrebbe essere ingaggiato come pilota di riserva dalla Mercedes.
Ci sono rimasta un po' spiazzata, non tanto per il fatto che sia vero o che non sia vero, ma soprattutto sul fatto che nessuno abbia fatto commenti sull'età... e che per giunta non siano stati fatti commenti sull'età ora che in Formula 1 c'è addirittura un 17enne.

In ogni caso, vada come vada: BUON COMPLEANNO, PEDRO! <3

lunedì 23 febbraio 2015

Ora possiamo essere molto più sollevati *-*


Per fortuna quest'uomo ha la testa dura...

Ora sono veramente preoccupata...

La BBC scrive che Alonso è ricoverato in terapia intensiva. Nello stesso articolo, sono riportate le parole di Eric Bouillier secondo cui sta bene. Si dice anche che oggi dovrà essere sottoposto a degli altri esami.

Tutto ciò mi sembra abbastanza preoccupante. Nessuno viene ricoverato in terapia intensiva se sta bene e se deve solo essere sottoposto a degli esami.


domenica 22 febbraio 2015

#0: Commento ai test prestagionali: Circuit de Catalunya, 19-22 Febbraio 2015

YUUUUUUUUUHHHHHHHH! Il mondiale è vicino, molto più vicino di quanto non fosse quando mi accingevo a commentare gli scorsi test, specificando che il Gangster Rapper e la Scherzy erano felicemente fidanzati. In realtà non è così e, giusto il tempo di pubblicare quel commento, e un giorno più tardi la Scherzy ha dichiarato che lei e il pilota della Mercedes si sono lasciati.
Al di là del gossip (argomento che sarà ampiamente dibattuto in un secondo momento), concentrandoci su quello che avviene in pista seguendo passo dopo passo quello che succede (AKA commento scritto giorno per giorno, in linea di massima, con successive integrazioni), le cose procedono nel migliore dei modi: perfino la Force India è riuscita a raggiungere Barcellona per i test. Non hanno ancora portato la nuova macchina e girano con quella del 2014, ma hanno dimostrato che possono essere coinvolti anche loro in storie interessanti e avvincenti e, talvolta, le storie interessanti possono anche non riguardare la Sacra Cenerentola.
A proposito di Sacra Cenerentola, è opportuno concentrarci su questo team, ormai trasformato in Sacra Cenerentola 2.0 e sul loro ripescaggio, avvenuto in concomitanza con la notizia che il materiale del Coccodrillo Rombante (R.I.P.) era stato messo all’asta perché nessuno si era comprato il team. So che la notizia lascerà affranti molti di voi, ed effettivamente anch’io ci sono rimasta male, ma la vita continua e finché c’è vita c’è speranza... la speranza di vedere la Manor AKA Marussia AKA Sacra Cenerentola AKA Sacra Cenerentola 2.0 in pista nei mesi che verranno. Quella che segue è la cronistoria di un dramma che a livello interiore ho vissuto intensamente. Il 5 di febbraio ha iniziato a circolare la notizia secondo cui il consiglio dei team (non ricordo come si chiama) aveva deciso di non ammettere la Sacra Cenerentola 2.0 alla stagione 2015 con la vettura del 2014, per via del veto espresso dalla Force India. Un giorno più tardi, però, è arrivata la pseudo-smentita dei diretti interessati. Il profilo twitter e il profilo facebook della Sacra Cenerentola sono tornati in vita dopo tre mesi e mezzo e su FB hanno postato un lungo comunicato in cui spiegavano che avevano già ottenuto da quasi un mese alcune deroghe per rendere la vettura del 2014 compatibile con il regolamento 2015. Inoltre, sostenevano, non avevano fatto alcuna richiesta, in quei giorni, di partecipazione al mondiale 2015, perché la loro richiesta l’avevano già fatta. Su twitter hanno iniziato a retwittare o aggiungere tra i preferiti i messaggi dei fan e anche il mio è stato aggiunto ai preferiti. *________* È stato epico, un momento memorabile. Hanno anche creato quel giorno stesso un nuovo profilo chiamato “Manor F1 Team” per poi tornare sui loro passi e cambiare nome a quello precedente da Marussia a Manor, mantenendo lo stesso profilo di prima. Qualche giorno più tardi hanno anche cambiato l’immagine del profilo, mettendone una piena di scritte augurali, cose del tipo “siamo tornati o roba del genere” (il che è allettante, ma devo dire che alla fangirl che è in me non dispiaceva nemmeno quello precedente). Insomma, per concludere pare che la Force India, seppure nessuno avesse interpellato i team in proposito e la cosa non fosse nemmeno richiesta, al momento, abbia iniziato a montare delle lamentele dal nulla, quando farebbero meglio a pensare a loro stessi.

Abbandoniamo un attimo la Force India (ma siate fiduciosi, dopo tornerò a parlarne) e concentriamoci su quello che avviene alle riunioni della FIA, dove è stato sollevato un problema insormontabile con cui la Formula 1 ha a che fare da anni.
La gestione dei costi? No.
Il fatto che i team falliscano? No.
Il fatto che altri team rischino di fallire? No.
Ebbene, l’argomento di grande spessore trattato è stato: piloti che cambiano il design del casco a stagione in corso.
Come se di per sé la cosa non andasse catalogata sotto l’etichetta “momenti da what the f*ck”, è stata perfino fatta una regola in proposito che, non solo, dovrà ancora essere approvata definitivamente, il che mi fa pensare che perderanno dell’ulteriore tempo. La regola è questa: per non generare confusione, ai piloti sarà vietato cambiare il design del casco durante la stagione.
OH. MY. DANY. SMILE.
Tra l’altro ho ripensato quando Barrichello arrivò in Ferrari, nel 2000, aveva un casco con gli stessi identici colori di Schumacher e ho sempre avuto l’impressione che loro stessi, guardandosi allo specchio con il casco in testa, faticassero a riconoscersi. Bene, la questione crisi di identità dei Ferrari Boyssss durò qualcosa come tre mesi, poi di punto in bianco MSC comparve a Montecarlo con un casco tutto rosso e mantenne quel design per tutta l’era geologica a venire. Secondo questa teoria, di fatto, quando Schumacher si degnò di cambiare casco consentendoci di riconoscere lui e il compagno di squadra, ci confuse le idee!!! Non solo: con una regola del genere la confusione sarebbe durata per tutta la stagione.
Come al solito su vari blog qualche buontempone ha tirato fuori la solita storiella che “i piloti di una volta non cambiavano mai i colori del proprio casco” o, in modo da essere più esemplificativi, che “Senna non ha mai cambiato i colori del proprio casco”, vista l’eterna convinzione di molta gente che la Formula 1 degli anni ’80-’90 non prevedesse l’esistenza di altri piloti e che Senna corresse contro un esercito di suoi cloni (no, no, no... non guardatemi a quel modo: NON ho intenzione di scrivere una fan fiction con questa trama). Comunque sì, è vero, Senna non ha mai cambiato i colori del proprio casco, come mi sono resa conto da piccola guardando la Formula 1 sul 15 pollici in bianco e nero che mia nonna teneva in cucina. Certo, mi sorprende che nessuno abbia ancora contemplato l’ipotesi che altri piloti abbiano altre preferenze in tema di cambiamento di design del proprio casco, ma va beh...
Da segnalare che Sebbiiii, nei giorni successivi, ha già detto la sua: se la sanzione per i trasgressori sarà dover pagare una multa che sarà devoluta in beneficienza, sarà lieto di continuare a cambiare casco a seconda delle sue specifiche preferenze.

Okay, ora che ci siamo già occupati delle questioni che stanno sconvolgendo l’equilibrio della Formula 1, occupiamoci di Pascal Wehrlein (mi viene da chiamarlo Verlaine, come il poeta, non c’è niente da fare), un soggetto che potrebbe salvarci dalle lunghe notti insonni.
Rewind. Riavvolgiamo un attimo il nastro dei miei commenti (da queste parole, chi ancora non fosse al corrente della mia età nonostante abbia appena menzionato i primi anni ’90 e le TV in bianco e nero, può rendersi conto del fatto che io abbia vissuto in seguito l’epoca in cui, quando non potevi guardare un gran premio, lo registravi invece di guardartelo la sera dopo su Rai Replay) e veniamo al punto. Era qualcosa come qualche settimana fa e la nuova freccia d’argento veniva mostrata al mondo. C’erano il Gangster Rapper, Princess Britney e uno sconosciuto. Ecco, quello sconosciuto era destinato a diventare uno sconosciuto di nome e di fatto, ma ha fatto il salto di qualità, diversamente da altri test driver della Mercedes, come ad esempio Sam Bird (una specie di Button mixato con Vettel in versione mignon, dato che pare che la sua statura sia tale da non consentirgli nemmeno di guardare Massa negli occhi senza dover alzare lo sguardo), fino a poco tempo fa conosciuto soltanto dalle ragazze di tumblr essenzialmente per le sue caratteristiche fisiche (non il fatto che sia altro un metro e un ca**o, ma i capelli biondi e gli occhi azzurri, naturalmente) e al giorno d’oggi divenuto star internazionale grazie alla partecipazione al campionato di Formula E, dove è compagno di squadra di una nostra vecchia conoscenza (DJ Squire Alguersauro, che in quest’ultimo periodo si è lasciato spuntare la barba, come del resto il 90% dei piloti di Formula E) in un team di proprietà di un’altra nostra vecchia conoscenza (Branson o come si chiama... il tipo della Virgin, insomma).
Il salto di qualità è questo: un paio di giorni prima dei test è stato annunciato che il Grande Sconosciuto avrebbe messo il cu*o su una Force India per i test di Montmelò o circuito di Catalunya che dir si voglia. A quanto pare Juncadella (che io, incurante delle sue origini spagnole, mi rendo conto di avere sempre letto esattamente come è scritto) è stato ufficialmente archiviato, almeno per il momento. Ora, non mi è ben chiaro perché mai il Grande Sconosciuto sia stato così frettolosamente impacchettato e ceduto almeno provvisoriamente al team indiano, ma queste sono sottigliezze, anche se sarebbe stato molto più bello se avessero tirato fuori dal nulla Rossiter.
La Force India, però, ha presto perso il suo pilota. Giovedì 19 il “malcapitato” infatti, ha battuto tutti i record e, nel corso della mattinata, proprio mentre stava tenendo alti i colori del team indiano, ha dovuto cambiare al volo tuta e macchina e piazzare il cu*o su nientemeno che una Mercedes: il Gangster Rapper è stato costretto ad abbandonare l’impresa a metà perché aveva l’influenza e aveva iniziato a sentirsi peggio (su twitter qualcuno ipotizzava che “sentirsi peggio” fossero termini che nascondevano un messaggio subliminale del tipo “avere frequentemente l’impellente necessità di sedersi sul cesso”) e Princess Britney non poteva prendere il suo posto per dolori al collo. Quindi Wer-sconosciuto ha avuto appena il tempo di togliersi la tuta della Force India e di indossare quella della Mercedes e di cambiare macchina, per proseguire passo dopo passo verso la conquista del mondo, che sarà il suo obiettivo nel prossimo futuro.
Checo ha preso il suo posto nel tardo pomeriggio, mentre da tutt’altra parte Hulk postava dei selfie su twitter mentre era dal parrucchiere, candidandosi come Britney Bitch in seconda. Dopotutto anche lui si chiama Nico.
La cosa è da verificare, ma pare che il Grande Sconosciuto possa essere l’uomo dei record. Seppure negli anni passati ci siano stati piloti che hanno preso parte alla stessa sessione di test prima in un team e poi in un altro in giorni diversi (Ricciardo Toro Rosso e Redbull 2013, Bianchi Marussia e Ferrari 2014), al momento attuale non mi risulta che fosse mai capitato, almeno in tempi recenti, che un pilota girasse con vetture di due diversi team nello stesso giorno.

A proposito di piloti di riserva, nello stesso giorno la Susina è scesa in pista sulla Williams. Il team nel frattempo ha informato l’intera collettività che c’era anche chi, per dovere di public relation, si stava facendo fotografare nel frattempo: si trattava nientemeno che del top-model do Brazil, rimasto a piedi in modo da permettere alla Susina di darsi da fare al volante.
Proprio mentre la Susina si dava da fare al volante, è sopraggiunto l’Altro Felipe che stava tenendo alti i colori della Sauber.
L’Altro Felipe: “Aaaaaaaaaaawwwwwwwww! *-* Finalmente ho l’occasione di ballare la lambada con una donna, anziché cercare di ballarla con qualcuno tipo Sonyericson o Wer-sconosciuto!”
La Susina: “Ehi, che cosa sta succedendo? Che cosa ci fa qui l’Altro Felipe che arriva così sparato con un intento non del tutto chiaro? Facciamo che mi sposto.” Viene colpita. “Ehi, Altro Felipe, come osi mandarmi in giro per le campagne?”
L’Altro Felipe: “OH. MY. KOBAYASHI.” Si stampa contro le barriere. “E comunque la colpa è tua, dato che io pensavo che ti spostassi dall’altra parte.”
La Susina: “What the f*ck?! Guarda che Feliiii e Bo77as ballano la lambada meglio di te.”
L’Altro Felipe: “Bo77as non può ballare la lambada così come se niente fosse.”
La Susina: “Dopo aver bevuto un litro di caipirinha vedrai come la balla... E comunque è molto più figo e stylish di te.”
L’Altro Felipe: “Anche Sonyericson è... ehm... non proprio!”
Il risultato, dopo che i due hanno ballato la conga, è stato che sono stati costretti ad abbandonare le loro vetture al proprio destino e a rimanere nei rispettivi box a interrogarsi sul loro dubbio esistenziale: vista la presenza di un unico pilota gianfransuà, come potevano procurarsi due baguette da usare come armi nell’imminente duello per il titolo di eroe della giornata?
Il vero eroe della giornata, comunque, è stato il Sommo Maldiiii. È andato in pista fischiettando, ha fatto registrare il miglior giro e ha lasciato tutti di stucco. Aveva gomme soft invece che medie ma non fa niente, l’importante per farsi notare sono i numeri, e per una volta che non sono quelli da acrobata ben venga. A proposito di numero da acrobata, si segnalano i simpaticoni di turno che, nell’apprendere dell’incidente tra l’Altro Felipe e la Susina, hanno iniziato a scrivere ovunque che secondo loro c’era Maldiiii di mezzo. Attendo con ansia il giorno in cui lo accuseranno di avere provocato la deriva dei continenti e le epidemie di peste. Ovviamente, tra i simpaticoni di turno, pare che anche Takiiii non si sia risparmiato dal fare le classiche battute in proposito e sinceramente dopo un po’ ha anche stancato, dato che ormai è da anni che critica le performance di Maldonado e Grosjean, non si sa bene con quale titolo.

La giornata di venerdì è stata decisamente più tranquilla, se non che è iniziata con un gossip. Per Britney Bitch è finito il tempo delle prove libere e, per nulla terrorizzato dal trasmettere la propria chioma perfetta a un potenziale discendente e dei commenti di Guido Per Il Giardino in proposito, ha annunciato che attende un’erede. Si tratta di una bambina che dovrebbe nascere intorno alla fine di agosto, giusto in tempo per diventare l’argomento portante della telecronaca del successivo gran premio del Belgio, diventando la terza nascita del 2015. Risale infatti a gennaio quella di Robin Ace Raikkonen (che poi, mi chiedo, da dove l’hanno tirato fuori il nome ace come il succo di frutta? Sono d’accordo con Ransie: sarebbe stato più bello Ice) e per maggio è prevista quella del Petit Bebé in Seconda, anche se sarebbe più figo che nascesse il 25 Aprile, dopo che il Real & Only Petit Bebé è nato il 29 Luglio. Se i piloti continuano a darsi da fare così, tra un po’ bisognerà aprire un asilo nel paddock!
Comunque Britney Bitch, oltre ad annunciare al mondo di avere concepito una figlia, è anche sceso in pista, segno che il suo torcicollo era diminuito... anzi, no. A un certo punto della giornata è sceso dalla macchina andando a rintanarsi ai box, venendo rimpiazzato dal Gangster Rapper, che a quanto pare era nel frattempo uscito dal bagno, con grande disappunto di Wer-Quello-là, che è rimasto a rigirarsi i pollici... o magari a giocare a briscola.
Il miglior tempo, in questa giornata, l’ha fatto registrare Dani-Smile mentre è stato, in generale, un giorno piuttosto tranquillo, senza gente che ballava la lambada, per intenderci, anche se in realtà pare che Carlos Santana Junior una piroetta l’abbia fatta.
In conclusione qual è stata la più grande emozione di venerdì? Mhm... ecco qua: prima di pranzo stavo stendendo la biancheria in balcone quando ho visto arrivare il camion di Bartolini e il corriere è venuto a suonare alla porta dei miei vicini a cui doveva consegnare della roba. Dunque, il camion era tutto rosso e il corriere aveva una divisa rossa e nera. Io ho pensato subito, tutta emozionata: “c’è un Marussia Boy dei poveri!” Aveva i capelli neri, e immediatamente ho fatto un collegamento moooolto pittoresco. “È l’Alex Rossi dei poveri!” Però almeno quello il camion lo guidava, mentre Alex... forse avrebbe fatto meglio a fare il corriere anche lui. Seriamente parlando, sono un po’ preoccupata per le sue sorti. Di tanto in tanto controllo su twitter se ci sono dei rumors, ma di solito non c’è mai niente. Non vorrei che questo rimanesse senza l’ombra di un volante in nessuna serie. È un soggetto così adatto all’elegante arte della presa per i fondelli che ne sentirei davvero la mancanza.
Ah, dimenticavo, venerdì ho anche aperto un side-blog su Tumblr, intitolandolo “forever Marussia Boys”, su cui ho intenzione di postare e rebloggare soltanto foto della Virgin/ Marussia/ Manor, mettendo come logo un’immagine di Glock e D’Ambrosio al volante della vettura del 2011. Ho anche modificato un po’ la grafica del mio blog principale (ma sì, dai, facciamoci un po’ di pubblicità: sunshinebabyf1) dandogli un’apparenza un po’ più in stile Marussia.

Sabato 21 un altro gossippone ha fatto il giro del mondo, peccato che si tratti di un argomento che non interessa più a nessuno. Ve la ricordate la bambola gonfiabile che nei primi anni ’00 si faceva vedere puntualmente al box della Williams, dando a Mazzoni un argomento di conversazione? Nel caso ve ne siate dimenticati: la donzella in questione è Cora Schumacher, moglie di Ralf... anzi, non più. La loro relazione è sempre stata spesso al centro di pettegolezzi, smentite ai pettegolezzi e altri pettegolezzi. C’è chi dice che Cora si faceva fotografare nuda. C’è chi dice che Ralf frequentava locali per gay. C’è chi dice che Cora ha il seno rifatto... ah, no, questo lo sto dicendo io guardando quanto è lievitato rispetto a una quindicina d’anni fa. Poi c’è stato il secondo giro di pettegolezzi: qualche anno fa pareva che i due si fossero lasciati e che Cora si fosse messa insieme a un cantante rap di nome Materia (uno talmente importante che non ha nemmeno una pagina wikipedia, che probabilmente è la versione rap dei vicini di casa di mia nonna che fanno pianobar alla sagra parrocchiale di ferragosto), ma c’erano anche foto recenti che la ritraevano insieme a Ralf... tutto questo mentre Mazzoni si chiedeva perché tutto ciò dovesse accadere dopo che Ralf si era già ritirato dalle competizioni, facendo tramontare la possibilità di parlarne in telecronaca. Negli ultimi mesi erano circolate notizie su un’incessante battaglia legale tra i due, perché Cora voleva più soldi di quanti lui gliene volesse dare e roba del genere. Ebbene, sabato è uscita una notizia interessante: venerdì 20/02 finalmente i due hanno ufficialmente divorziato, dopo avere raggiunto un accordo economico.

In pista, nel frattempo, c’erano condizioni meteo variabili, si passava dall’asciutto alla pioggia, dalla pioggia all’asciutto, dall’asciutto alla pioggia... e nel frattempo, per la legge dei grandi numeri, ancora una volta in cima alla classifica c’era chi aveva fatto registrare il miglior tempo anziché un numero da acrobata: parlo del Sommo Maldiiii. Dietro di lui non è accaduto nulla di significativo, se non la presenza del piccolo Versbatten in seconda posizione, il che di per sé non lo è, dato che per eventi significativi intendo più che altro lezioni di lambada o cose connesse.
Nessuno ha ballato la conga, però c’era chi ha organizzato un mega-torneo di briscola: quelli della McLaren. Infatti, mentre Ferniiii andava in giro per il paddock con il suo nuovo look innovativo composto da capelli incolti, barba incolta e baffi incolti, con un’apparenza da ultraquarantenne (a proposito di Ferniiii, tra poco parlerò abbondantemente di lui), Jensiiii andava in giro per la pista, ma per poco, perché la power unit ha dato forfait per la seconda volta in tre giorni: già giovedì gli era capitata la stessa cosa.
In Williams nel frattempo i Williams Boyssss si sono alternati al volante, Feliiii alla mattina e Bo77as, che finora non se l’erano filato nemmeno per le fotografie, al pomeriggio. Non ci sono stati motivi di salute legati a questa scelta, però. Per chiarire il concetto: Feliiii non ha passato il pomeriggio chiuso in bagno, a meno che non si sia rintanato da quelle parti insieme alla Susina.
Nonostante per la Susina non ci fosse altro da fare che chiudersi in bagno insieme a Feliiii, c’era invece chi, sempre parlando di piloti di riserva, dava il meglio di sé mettendo ancora una volta il fondoschiena su una monoposto. Si tratta di Wer-chi?, che è stato piazzato nuovamente sulla Force India, in attesa di Hulkkkk che arrivati a sabato sera non aveva ancora guardato la pista neanche col binocolo.

Domenica alle 15.00, tornata dal pranzo a casa di mia nonna, mi sono connessa a internet e ho aperto twitter. Come al solito si è inceppato in un primo momento, lasciandomi per quello che mi è parso un tempo interminabile sull’homepage, in cui un tweet diceva che Ferniiii era stato trasportato in ospedale in elicottero e che sembrava fosse cosciente ma in stato di shock. E lì ho iniziato a sbraitare mentalmente: SBLOCCATI, SBLOCCATI, SBLOCCATI, CHE COS’È SUCCESSO A FERNIIII, SBLOCCATI, HO LA NECESSITÀ DI SAPERE COS’È SUCCESSO A FERNIIII!
Finalmente Twitter s’è degnato di sbloccarsi, il mio pc ha ripreso le proprie funzionalità e, pur non avendo ancora avuto modo di sapere cosa sia accaduto a Ferniiii (come nessuno dato che giravano articoli con scritto robe tipo “spaventoso schianto” con accanto l’immagine di una vettura praticamente intatta) se non altro le informazioni sembravano rassicuranti, perché tutto sommato è cosciente e la tac non ha rivelato danni fisici.
Su che cosa sia successo, non si sa ancora. Per il momento circolano tre ipotesi:
1) tutto è accaduto a causa dello “spaventoso schianto” di cui sopra e non c’è nulla di strano;
2) Ferniiii ha avuto un malore mentre era al volante (qualcuno parla anche di svenimento);
3) in McLaren sono anche messi peggio di quanto appaia e Ferniiii sembrerebbe avere preso la scossa per un guasto del sistema ers.
A parte che quest’ultima ipotesi sarebbe moooooolto preoccupante dal punto di vista della sicurezza, ho la vaga impressione che si respiri un clima da “è logico che in linea di massima sappiamo cos’è successo ma siamo tutti d’accordo che non dobbiamo dirlo” e, sarò sincera, la cosa non mi piace nemmeno un po’.

Per il resto è andata com’è andata e l’ultima giornata è finita nei colori della Lotus, ancora una volta, con Grosjiiii che si è fatto largo a colpi di baguette. Si segnala che finalmente Hulk, che negli ultimi tempi si era dedicato soprattutto all’arte dei selfie dove appariva infighettato tanto quanto Britney Bitch, è sceso in pista per la Force India. Non che la sua giornata sia andata molto bene e che sia stata priva di problemi, ma non si può avere tutto dalla vita...

Infine Luiz Razia twittava qualcosa in lingua portoghese sul prezzo della benzina negli Emirati Arabi Uniti e sul fatto che il Brasile potrebbe essere autosufficiente nella produzione di petrolio invece di acquistarlo da altri stati. O almeno questo è quello che ho capito. Non ho capito da quando abbia iniziato a parlare di politica nei suoi tweet, ma cercherò di tenermi aggiornata.

Per il momento è finita qui, ma durerà poco, dato che tra giovedì e domenica prossima assisteremo all’ultima sessione di test. Dall’Autrice© un cordiale saluto.


Test prestagionali a Montmelò: 19-22 Febbraio 2015

Dopo quelli di Jerez all'inizio del mese, tra giovedì e domenica sono stati disputati i test prestagionali del campionato 2015 sul circuito di Montmelò a Barcellona.

Per la prima volta quest'anno abbiamo visto in pista la Force India, assente a Jerez, che ha portato a Montmelò la vettura del 2014 (pare che porterà la vettura 2015 nei test previsti per la prossima settimana), e alcuni dei piloti di riserva all'opera. Il caso più interessante, da questo punto di vista, è quello di Pascal Wehrlein (pilota Mercedes in prestito alla Force India), che doveva guidare la Force India nel primo giorno ma che, dopo poche ore, ha cambiato vettura ritrovandosi al volante di una Mercedes, perché Hamilton aveva problemi di salute (influenza, pare) e Rosberg aveva il torcicollo.
Altri test driver che si sono visti in azione sono stati Joylon Palmer sulla Lotus venerdì e Susie Wolff sulla Williams nel primo giorno. Quest'ultima è anche stata coinvolta in un curioso incidente con la Sauber di Nasr, che l'ha tamponata; incidente che pare sia dovuto a un'incomprensione tra i due mentre la Wolff stava rallentando e Nasr sopraggiungeva nel suo giro veloce.

L'incidente più sconcertante è però quello in cui è rimasto coinvolto Fernando Alonso nell'ultima giornata. Alla fine della mattinata, infatti, il pilota della McLaren è andato a sbattere contro un muro e, cosciente ma in stato di shock, è stato trasportato in ospedale in elicottero.
Non è ben chiara la dinamica dell'incidente e ancora meno chiare sembrano essere le cause. Da quanto emerge dalle fotografie, che riportano la monoposto praticamente intatta, sembra che non ci sia stato un grande schianto. Pare che Vettel, che seguiva la McLaren in quel momento, abbia detto di averlo visto urtare leggermente il muro due volte prima di fermarsi. C'è chi ipotizza un malore del pilota (forse addirittura uno svenimento) o una scossa elettrica dovuta a un malfunzionamento del kers.
La McLaren non ha fatto sapere nulla, se non gli esiti della tac a cui è stato sottoposto Fernando che pare non abbia subito danni, ma che debba comunque rimanere per almeno 24 ore in osservazione in ospedale.
Sembra che il manager di Alonso abbia smentito il malore o un guasto della vettura. Al momento rimane comunque poco chiaro che cosa sia effettivamente accaduto.

Tempi realizzati giovedì 19/02:
1. Pastor Maldonado    Lotus    01:25.011    69 laps
2. Kimi Raikkonen    Ferrari    01:25.167    74 laps
3. Daniel Ricciardo    Redbull    01:25.547    59 laps
4. Sergio Perez    Force India    01:26.636    34 laps
5. Felipe Nasr    Sauber    01:27.307    79 laps
6. Max Verstappen    Toro Rosso    01:27.900    94 laps
7. Jenson Button    McLaren    01:28.182    21 laps
8. Pascal Wehrlein    Force India    01:28.329    32 laps
9. Pascal Wehrlein    Mercedes    01:28.489    48 laps
10. Susie Wolff    Williams    01:28.906    86 laps
11. Lewis Hamilton    Mercedes    01:30.429    11 laps

Tempi realizzati venerdì 20/02:
1. Daniel Ricciardo    Redbull    01:24.574    143 laps
2. Kimi Raikkonen    Ferrari    01:24.584    90 laps
3. Felipe Massa    Williams    01:24.672    88 laps
4. Sergio Perez    Force India    01:24.702    121 laps
5. Lewis Hamilton    Mercedes    01:24.923    89 laps
6. Nico Rosberg    Mercedes    01:25.556    66 laps
7. Fernando Alonso    McLaren    01:25.961    59 laps
8. Joylon Palmer    Lotus    01:26.280    77 laps
9. Marcus Ericsson    Sauber    01:27.334    113 laps
10. Carlos Sainz Jr.    Toro Rosso    01:28.945    100 laps

Tempi realizzati sabato 21/02:
1. Pastor Maldonado    Lotus    01:24.348    104 laps
2. Max Verstappen    Toro Rosso    01:24.379    129 laps
3. Lewis Hamilton    Mercedes    01:26.076    101 laps
4. Marcus Ericsson    Sauber    01:26.340    53 laps
5. Sebastian Vettel    Ferrari    01:26.407    105 laps
6. Daniil Kvyat    Redbull    01:26.589    112 laps
7. Felipe Massa    Williams    01:26.912    55 laps
8. Pascal Wehrlein    Force India    01:27.333    81 laps
9. Valtteri Bottas    Williams    01:27.556    49 laps
10. Jenson Button    McLaren    01:29.151    24 laps

Tempi realizzati domenica 22/02:
1. Romain Grosjean    Lotus    01:24.067    111 laps
2. Nico Rosberg    Mercedes    01:24.321    130 laps
3. Daniil Kvyat    Redbull    01:24.941    104 laps
4. Felipe Nasr    Sauber    01:24.956    73 laps
5. Valtteri Bottas    Williams    01:25.345    129 laps
6. Carlos Sainz Jr.    Toro Rosso    01:25.604    88 laps
7. Sebastian Vettel    Ferrari    01:26.312    76 laps
8. Nico Hulkenberg    Force India    01:26.591    36 laps
9. Fernando Alonso    McLaren    01:27.596    20 laps

venerdì 20 febbraio 2015

Aaaaaaawwww!

Pare che la Ferrari sia intenzionata a fornire i motori alla Marussia/Manor nel 2015.
Tutto ciò mi soddisfa.

giovedì 19 febbraio 2015

Il dramma del design dei caschi

In questi giorni stanno accadendo grandi cose, sia dentro sia fuori dai circuiti. Di quanto accade dentro ne parlerò al momento più opportuno, quando saranno terminati i test in atto tra oggi e domenica a Barcellona. Gradirei parlare un po’ di quello che accade fuori dalle piste, dove una riunione avvenuta in questi giorni si è occupata di un grande problema per la Formula 1 attuale.

Mentre ci sono team che non si possono permettere di portare ai test le vetture del 2015, mentre ci sono team che non si sa ancora se si salveranno davvero, mentre ci sono team che hanno messo i loro asset all’asta... è giusto ed eticamente corretto occuparsi di un grosso dramma: i piloti che cambiano design del casco a stagione in corso, confondono le idee ai fan impedendo la loro istantanea identificazione.
Al di là di quello che si può pensare sul continuo o sporadico cambio di design del casco da parte di certi piloti, ritengo che non sia poi un dramma così fondamentale se qualcuno di tanto in tanto decide di decorarsi il casco con luci intermittenti, ballerine di samba stilizzate o ritratti di famiglia in formato cartoon. La mia impressione è che sia alquanto inopportuno farne un problema mentre ci sono questioni ben più importanti e serie di cui occuparsi, come ad esempio la gestione dei costi che, se non verranno abbassati, prima o poi causeranno l’uscita di alcuni team dal campionato.
Insomma, per concludere, in molti hanno dubitato per anni delle capacità intellettive di Max Mosley, ma tutto sommato forse aveva ragione lui, con la storia del budget fisso, a cui solo Williams e Force India erano a favore e che, con tutta probabilità, non avrebbe condotto i “piccoli team” alla loro triste fine.

Infine vorrei concludere con un piccolo aneddoto sul fatto che “cambiare design di casco durante la stagione confonde le idee”.
Era la fine degli anni ’90. Michael Schumacher, all’epoca pilota della Ferrari, portava un casco rosso e bianco ai lati e in cima blu con le celebri stelle a quattro punte (che, nonostante quanto dicano alcuni, erano sette ben prima che vincesse sette titoli). Poi venne il 2000. Arrivò Rubens Barrichello, che portava un casco bianco e rosso ai lati e in cima aveva lo stemma blu con le stelle della bandiera brasiliana. A ogni inquadratura di una Ferrari, c’era da usare l’intuito per capire chi stessero inquadrando e, anche andando a intuito, ci si confondeva abbastanza.
Dopo tre mesi di quella solfa Schumacher (o qualcuno al posto suo, nel caso in cui i piloti abbiano qualcuno che suggerisce loro di cambiare colori del casco) ebbe l’idea di presentarsi al gran premio di Montecarlo con un casco interamente rosso e mantenne quel design per tutta la stagione a venire e per quelle successive.
La cosa non confuse le nostre idee. Anzi, finalmente ci permise di capire qualcosa.


sabato 7 febbraio 2015

R.I.P. Caterham

In questi giorni è stato annunciato che le proprietà del team sono state messe all'asta, non avendo trovato un compratore che salvasse il team.

venerdì 6 febbraio 2015

OH. MY. MARUSSIA.

Vedere un mio tweet che viene aggiunto ai preferiti dalla Marussia ha il suo perché. *-*

Comunicato del team Manor del 06.02.2015

Il Manor F1 Team rivela il processo di accesso alla griglia 2015
06-02-15 - Dopo l’avvio del processo di CVA (aggiustamento della valutazione dei crediti) da parte di FRP Advisory, amministratori di Marussia F1 team, all’inizio di questa settimana, fiduciosa che questo passaggio porti al processo di salvataggio di Marussia, la squadra ora è lieta di confermare alcuni dettagli di questo processo.
- Il 17 dicembre 2014, il team ha fatto una richiesta allo Strategy Group di prendere in considerazione il permesso di utilizzare una vettura del 2015, modificata per soddisfare determinati regolamenti 2015, per prendere parte alla stagione 2015. Dopo l'analisi, il team ha sottolineato che avrebbe avuto bisogno di forme di deroga soltanto su un numero limitato di clausole del regolamento.
- In seguito a questa applicazione, il team è stato informato il 5 gennaio 2015, che lo Strategy Group ha ritenuto che a due squadre - Marussia e Caterham – avrebbe dovuto essere consentito di correre con una vettura 2014 nel campionato 2015. La lettera ha dichiarato che il gruppo Strategy ha convenuto che la vettura dovrebbe rispettare tutti i regolamenti tecnici del 2015, con l'eccezione di quattro articoli, essendo tali articoli gli Artt. 3.7.9, 15.4.3, 15.4.4 e 16.2. Il team può confermare che le modifiche alla vettura sarebbero andate incontro a questa clausola.
- Una modifica dei regolamenti in questa fase richiede il consenso unanime di tutte le squadre e in seguito all'avvio del processo di CVA, la squadra è ora impegnata nel raggiungimento di questo obiettivo. Questo processo prevede di fornire tutte le informazioni rilevanti alle squadre per consentire loro di considerarne pienamente la richiesta.
- Come da situazione del comunicato stampa di FRP Advisory, data la riservatezza delle trattative in corso, né loro né la squadra possono fornire ulteriori dettagli riguardanti i nuovi investitori della squadra, ma gli investitori hanno incontrato o parlato con gli organi chiave della F1.
- Il team è stato impegnato a preparare le sue vetture 2014 in modo che siano conformi alle prescrizioni dello Strategy Group e allo stesso tempo si sta portando avanti con lo sviluppo della sua vettura 2015 per garantire che possa sostituire la vettura 2014 il più presto possibile.
- La squadra ha un numero significativo di personale che sta già lavorando sia sulla vettura 2014 sia su quella del 2015. Ha anche il vantaggio di poter reclutare ulteriormente e molto rapidamente personale dal pool ricco di esperienza in F1 e di talento, rimasto disoccupato a seguito della chiusura di Marussia e Caterham e a causa di tagli di posti di lavoro effettuati da altre squadre di questo sport.
Commentando i progressi della squadra, e anche commenti che emergono dall'incontro di ieri dello Strategy Group della F1 a Parigi, Graeme Lowdon, rappresentante della squadra, ha dichiarato: “È stato un buon passo raggiungere finalmente il processo di CVA avvenuto questa settimana. Questo è il primo segno esterno che siamo stati in grado di fare di tutto il duro lavoro che ha avuto luogo in privato negli ultimi quattro mesi per arrivare alla nostra posizione attuale. Sono rimasto sorpreso di sentire alcune delle osservazioni fatte oggi, soprattutto relative all’istanza che è stato detto abbiamo fatto nella riunione di ieri, di cui posso confermare che non è stato questo il caso. Abbiamo fatto una richiesta, il 17 dicembre dello scorso anno, e abbiamo lavorato da allora per soddisfare i requisiti che successivamente ci sono stati comunicati, in particolare il rispetto di tutta la normativa, a parte gli articoli da cui siamo esentati. I commenti hanno anche menzionato che sono state sollevate questioni di conformità, che si è ritenuto che la nostra applicazione mancasse di sostanza e non contenesse la documentazione di supporto per rafforzare il caso per l'offerta speciale dispensa. Inoltre, non abbiamo fatto alcuna richiesta di riunione dello Strategy Group e non ci è stato richiesto. Stiamo invece portando avanti il nostro chiaro processo per quanto riguarda il la conformità e la costruzione della nostra operazione. Stiamo facendo tutto il possibile per aderire al processo tramite il quale tornare sulla griglia del 2015. Questa è una fantastica buona notizia per l’intero sport e vogliamo solo tornare a gareggiare.”


Voglio crederci: non sarà il veto della Force India a fermarli

#EveryBadassCanComeBack.


giovedì 5 febbraio 2015

Dato che siamo in tema di gufate...

"...tale per cui la Sacra Cenerentola, con il nome di Manor Sacra Cenerentola 2.0 potrebbe prendere parte alla stagione 2015."

No, questa non ci voleva. T.T
La Marussia/Manor non potrà prendere parte al campionato 2014 a causa del veto degli altri team.

Penso che possiate capire quanto la notizia sia deludente.
Forse un giorno o l'altro scriverò qualcosa di più, ma adesso non mi va proprio.

Hamilton, la Scherzy e la mia gufata sulla fine(?) della loro relazione

"...e pare essere felicemente fidanzato con la Scherzy, in attesa della prossima rottura che ovviamente arriverà e produrrà una lunga serie di tweet con foto di Roscoe e Coco dove Hammiiii dirà che lui e i cani sembrano sentire la mancanza di qualcuno."

WE BELONG TO MAZZONI!
Questo è quanto pubblicavo qualcosa come venti ore fa. In giornata, oggi, è uscito un articolo in cui pare che la Scherzy abbia dichiarato di avere lasciato Lewis.

#0: Commento ai test prestagionali: Jerez de la Frontera, 01-04 Febbraio 2015

After all the obstacles
It’s nice to see me and you
Are still good friends
After all what we’ve been through,
I know we’re cool
- Gwen Stefani  Fernando Alonso & Ron Dennis

Un cordiale saluto a tutti, miei cari motori Honda destinati a finire in fumo. Non mi sono mai persa completamente, come dimostra il fatto che io abbia recentemente stilato una lista dei momenti più epici, nel bene e nel male, del periodo 2010-2014 (dimenticando clamorosamente due dei momenti più epici in assoluto, uno relativo a un pilota improvvisato pompiere, uno relativo a una vettura che attraversava la pista senza nessuno al volante), ma il momento di ritrovarci definitivamente è quello in cui una nuova stagione si apre, restituendoci la parte di noi che durante l’inverno era rimasta repressa (Oh My Dani-Smile, forse dovrei evitare di fare la filosofa).
Veniamo al dunque. Ci eravamo lasciati ormai due mesi fa, con uno scenario un po’ diverso da quello attuale. Per esempio, si vociferava che il piccolo Ferniiii degli anni ’80 fosse sul punto di ricominciare a giocare con le macchinine bianco-rosse, ma era molto diverso saperlo e basta, da quanto non sia vedere foto di lui e Ron Dennis che si abbracciano come se non si fossero dichiarati guerra qualcosa come una manciata di anni fa. Di questo passo, se è così che funziona, vedremo Hammiiiii e lo Spaccabottiglie tornare ad andare in giro abbracciati per il paddock... ah, no, dimenticavo, lo Spaccabottiglie ha perso il volante a vantaggio di nientemeno che Sonyericson quindi sarà difficile rivederlo.
Sulla Sauber ci sarebbero tante cose da dire (e infatti tra poco lo farò), ma la più intrigante è che, dopo l’ultimo commento, lo Scoiattolo che tutti davamo per spacciato è riuscito a fare il salto di qualità: ora è uno dei millemila piloti di riserva della Ferraglia, che forse non vedranno mai la luce della Ferrari, ma non ha importanza, perché intanto è lì e nelle foto in tuta rossa sembra un piccolo clone di Feliiii e di conseguenza è tanto mimichoupi.
Accanto allo Scoiattolo, alla Ferraglia c’è anche nientemeno che Jev (ma nelle foto della presentazione della nuova vettura non c’era e su tumblr c’era già chi si chiedeva che fine avesse fatto), uno dei pochi uomini al mondo che trovo più affascinanti con la barba che senza. Jev svolge nel frattempo anche la professione alternativa di pilota di Formula E, serie in cui tutti i piloti hanno la barba, ad eccezione di pochi elementi (il Rasoio Gillette Fusion è uno di questi, per esempio, perché altrimenti sarebbe poco credibile, dopotutto anche Ivan Capelli si era rasato la barba per lo spot di Intesa Pour Homme) e il cui numero di fan cresce esponenzialmente, attingendo anche da gente che la Formula 1 la segue solo sporadicamente.
A proposito di barbe, anche Ferniiii sembra essersi fatto spuntare la barba, con uno stile paragonabile quasi a quello di Heidiiii, e la mia non richiesta opinione è che complessivamente dimostri dieci anni di più. Nel frattempo ha approfittato dell’inverno per cambiare fidanzata: ora non sta più insieme a Dasha Kapustina che si chiama come il detersivo Dash, ma a una certa Lara, giornalista spagnola con l’aspetto da modella ed ex fidanzata di un calciatore di cui non ricordo l’identità.

Dopo Ferniiii, passiamo a un pilota che con lui ha avuto a che fare, con Ron Dennis coinvolto, in passato. Parliamo nientemeno che di Hammiiii, che di recente pare essersi dato alla musica e fuori dalle piste pare indossare occhiali da vista(?) che invece di dargli l’aria da intellettuale o da nerd gli danno l’aria da tamarro (con questo non voglio dire che senza occhiali non lo sembrasse, perché onestamente penso che il suo look sia quello del tipico tamarro che si crede alternativo e non si rende conto di essere tamarro!) e pare essere felicemente fidanzato con la Scherzy, in attesa della prossima rottura che ovviamente arriverà e produrrà una lunga serie di tweet con foto di Roscoe e Coco dove Hammiiii dirà che lui e i cani sembrano sentire la mancanza di qualcuno. Io lo dico e lo ripeto da anni: dato che lui e la Scherzy tornano sempre insieme, l’unica persona di cui Hammiiii sente veramente la mancanza potrebbe essere in realtà proprio lo Spaccabottiglie, la cui storiella strappalacrime ci verrà quest’anno risparmiata in sua assenza, così come ci saranno risparmiate le inquadrature della sua fidanzata.
In realtà sono parecchie le storie strappalacrime a cui abbiamo rinunciato negli ultimi anni, ma niente paura: saranno prontamente sostituite da delle altre. Per esempio il Piccolo Versbatten, ha appena 17 anni ed è il pilota più giovane che abbia mai debuttato in Formula 1, eccetera, eccetera, eccetera. Tra poco diventerà anche il pilota più giovane che sia mai stato shippato dalle fangirl, sempre che il suo partner nelle fanfic non diventi l’ancora più giovane Mick Junior che di anni deve ancora compierne 16 e che ha già cambiato un paio di pseudonimi per mantenere celata la propria identità, per quanto mantenere celata la propria identità, essere il sosia ringiovanito di qualche anno di entrambi i fratelli Schumacher e andarsene in giro con l’Intramontabile Sabine Kehm al seguito siano concetti poco compatibili l’uno con l’altro.

Ora però basta parlare di campioni del mondo più o meno recenti, di bambini e di fangirl, occupiamoci di un pilota di grande spessore che nel 2014 ha battuto numerosi record. Sto parlando di nientemeno che del sommo Alex Non Sono Valentino Rossi, che nel passato ha annullato la fama dell’epico Roldan Rodriguez e che per il futuro punta a:
- debuttare in Indycar nel 2015;
- essere ingaggiato dalla Haas quando entrerà in Formula 1 nel 2016.
In Indycar andrebbe a rimpiazzare, con tutta probabilità, una nostra vecchia conoscenza: Justin Wilson, protagonista a suo tempo di storie strappalacrime perché il suo debutto slittò di qualche mese dato che non riusciva a entrare nell’abitacolo della Minardi del 2001 e perché è con tutta probabilità il pilota più alto che abbia mai gareggiato in Formula 1. Il problema è che la notizia è uscita in dicembre e poi non se n’è saputo più niente, segno evidente che anche in Indycar preferiscono giocare a briscola piuttosto che occuparsi di dare un volante all’ “unico americano con la superlicenza”, come si definisce lui sul suo profilo twitter (il mio spiccato parere è che costui merita un volante da qualche parte, e anche subito, giusto per continuare a prenderlo per i fondelli e perché non cada nel dimenticatoio come il nostro caro Roldan menzionato qualche riga più sopra).

Haas nel frattempo s’è comprato all’asta fallimentare la mitica sede di Banbury, laddove sorgeva la Sacra Cenerentola. Non è chiaro quale sia il destino della Sacra Cenerentola, appunto, ma ultimamente sembra essere stata inglobata dalla filosofia su cui sembra basarsi la Formula 1 del 2015: “tre mesi fa abbiamo fatto fallire i piccoli team per far entrare la terza vettura, ma dato che non è stato fattibile dobbiamo in qualche modo farli resuscitare per riempire gli spazi vuoti”. Il destino della Sacra Cenerentola sembrava ormai segnato, ma la seconda asta fallimentare è stata annullata: pare che ci sia un investitore pronto a salvarla e a farla correre nel 2015, affidando le vetture a dei piloti paganti. Qualche articolo si sorprendeva: ma come?! la Sacra Cenerentola che ingaggia dei piloti paganti?! Non si è mai vista una cosa del genere! Come se non fosse esattamente quello che ha fatto negli ultimi cinque anni... A parte questo, c’è anche chi si è spinto a fare il nome di Willy Coyote Stevens, ribattezzato da Ferniiii “ma questo chi è?” nel lontano e piuttosto vicino Gran Premio di Abu Dhabi in cui tradì la Sacra Cenerentola (dove svolgeva il ruolo di riserva di NSVR, il che era tutto un programma) con il Coccodrillo Rombante e che in tal caso tornerebbe indietro.
Sul misterioso investitore si fanno le ipotesi più disparate: potrebbe essere lo stesso Haas (che piazzerebbe lì NSVR, secondo qualcuno - perché ho improvvisamente paura che tutto ciò conduca a un nuovo fallimento?), la Ferrari (che piazzerebbe lì Gutiiii e Jev, secondo qualcuno) oppure un non meglio precisato indiano (che piazzerebbe lì Karthy e Chandy... no, questo me lo sono inventata io!), ma non c’è nulla di particolarmente chiaro. In realtà nella giornata di Mercoledì 4 Febbraio, il responsabile fallimentare(?) della Marussia, tale Mr. Rossiter (da notare il curioso caso di omonimia con l’epico James Rossiter, che due anni fa di questo periodo stava testando la Force India prima che il suo volante fosse riconsegnato allo Spaccabottiglie) ha dichiarato che un investitore c’è, che con tutta probabilità non è nessuno di quelli sopracitati e che c’è un accordo tra il nuovo investitore e i creditori, tale per cui la Sacra Cenerentola, con il nome di Manor Sacra Cenerentola 2.0 potrebbe prendere parte alla stagione 2015.
L’Autrice©: “IT’S TIME FOR SAMBAAAAAAAAAAAAAA!”
Luigi Filippo: “Esatto, it’s time for samba! Eu sou o boss!”
L’Autrice©: “Come ti permetti di fare spoiler? Siamo ancora all’ampia parte di questo commento dedicata al gossip motoristico, di te ne parliamo più tardi.”

Abbandoniamo per un attimo Luigi Filippo AKA l’Altro Felipe e concentriamoci su un altro team che ci sta molto a cuore: il Coccodrillo Rombante. Diversamente dalla Sacra Cenerentola non c’era nessuna asta fallimentare successivamente annullata, ma diversamente dalla Sacra Cenerentola sembra anche caduta nel dimenticatoio e nessun suo componente sembra avere fatto alcun tipo di dichiarazione. Anzi, non si sa nemmeno chi lo gestisca quel team, sempre ammesso che esista ancora. Insomma, anche nel fallimento la Sacra Cenerentola sembra avere maggiore classe e maggiore serietà rispetto alla sua diretta concorrente, facendo incrementare la mia stima nei confronti di Chilliiii che non l’ha lasciata per il Coccodrillo.
A proposito del mio eroe in seconda (che poi, eroe in seconda? tra un po’, se continuiamo di questo passo, diventerà il mio unico eroe), è giusto spendere qualche parola per l’adorabile bambino pettinato come se avesse preso la scossa, che ha passato gli anni ad annaspare nelle retrovie, con al seguito una fidanzata che durante i gran premi lavorava a maglia (anche Chloe è in lizza per un posto nella classifica dei miei idoli). Sul piccolo Chilliiii c’è una grande novità: potremmo vederlo in Indycar nel 2016 con la Carlin Racing o come si chiama, che entrerebbe in Indycar nella prossima stagione. Considerando che il team è parzialmente di sua proprietà (o meglio, di proprietà di suo padre), le probabilità che questo accada sono direttamente proporzionali all’ingresso del team in Indycar. CHILLIIIII FOR THE WIN! *-* E fu così che l’Autrice© si mise a sognare a occhi aperti, a fangirleggiare e a fare balletti da cheerleader nel bel mezzo della stanza agitando una sciarpa come pon-pon, nonostante fosse tutt’altro che chiaro quello che Chilliiii avrebbe fatto nel 2015, senza che la cosa importasse davvero a qualcuno.
A proposito di quell’uomo bambino adorabile che è Chilliiii, quando sono iniziati i test a Jerez ha provveduto a pubblicare un tweet epico, in cui diceva di sentire la mancanza del rumore dei motori, o qualcosa del genere.

Di McSpy, Sacra Cenerentola, Coccodrillo Rombante ne ho già parlato, quindi vediamo di concentrarci sui team di cui ancora non ho parlato (in attesa del momento in cui dovrò sparare sulla croce rossa parlare delle brillanti performance della McLaren). Evitiamo la Mercedes: ormai hanno vinto tutto l’anno scorso e non credo che ci sia altro da dire in questi frangenti. Concentriamoci sul recinto pieno di tori rossi con le ali pronti a spiccare il volo.
Innanzi tutto rallegriamoci: nonostante esista una leggenda metropolitana che dice che quando lasci il Recinto dei Tori o il Recinto dei Vitelli non troverai mai più un volante in Formula 1 (qualcuno sostiene a causa del boicottaggio del team), Sebbiiii sarà quasi il primo ex pilota della Redbull a gareggiare per un altro team. Dico quasi perché una decina d’anni fa proprio alla Redbull debuttava nientemeno che Tonio Liuzzi, che effettivamente in seguito abbiamo visto anche al volante di Force India e Accaerretì.
...Tra l’altro: la Redbull ha già fatto dieci stagioni in Formula 1, la Toro Rosso farà la decima proprio quest’anno... OH MY DANY SMILE!
Quello che dovevo dire sul Kiwi nuovo compagno di squadra di Dani-smile credo di averlo già detto. Se non l’avessi fatto, comunque, mi ripeto: mi sembra una manovra moooooolto prematura, ma presumo che i bibitari sappiano quello che fanno, dal momento che tutto quello che hanno fatto finora si è rivelato un successo. Per il momento permango un po’ dubbiosa, dato che la prima cosa che ha fatto il Kiwi non appena è sceso in pista è stata rompere l’ala anteriore della sua macchina.
Ancora più prematuro mi sembra comunque mettere il Piccolo Max al volante della Toro Rosso, e di questo sono sicura di averne già parlato in abbondanza. Non metto in discussione il suo talento, non metto in discussione nulla... ma se già entrare in F1 a 19 anni per esserne fuori a 21 aveva poco senso, è davvero così sensato arrivare in F1 a 17? Insomma, come avrete capito non sono una fanatica dei piloti che passano direttamente dal triciclo alla Formula 1...
Il compagno di squadra del Piccolo Max è un certo Carlos Sainz Jr o come si chiama, che però per me si chiamerà sempre Carlos Santana Junior. È figlio di un pilota di rally di cui fino all’altro ieri i tifosi di F1 non erano al corrente dell’esistenza, ma l’appellativo di “junior” non glielo toglierà nessuno, un po’ come nella Nascar dove un 30% dei piloti si chiama “junior” senza che nessuno sappia di chi sono figli.

Nel frattempo la Force India è stata la prima vettura a svelarsi (oltre che l’unica a non partecipare ai test di Jerez), la livrea è cambiata rispetto all’anno scorso (come se fosse una novità...) e ricorda vagamente nientemeno che quella della Sacra Cenerentola 2014. Che stiano cercando di attirare dei fan?
...Ah, già, non ci sono molti fan della Sacra Cenerentola in giro, a parte me.
I piloti saranno ancora una volta Hulkkkk e Checo, quindi non è che ci sia veramente qualcosa di nuovo da dire.

La notizia principale che emerge da Jerez (sì, lo so, era quello che aspettavate da ben tre pagine, ma mi sono trattenuta per parlare di argomenti che più si adattano al mio tipico stile dei Commenti) è che i tempi della Ferrari sono migliori rispetto a quelli degli altri team.
Il primo giorno la cosa ha destato stupore, con qualcuno che diceva “è solo un caso”. Il secondo giorno la cosa si sarebbe ripetuta, se non fosse stato che non solo la Ferrari era di nuovo in testa, ma addirittura la Sauber era seconda per il secondo giorno consecutivo!
Molti di noi si sono senz’altro chiesti se tutto ciò non fosse altro che una trollata colossale che ci stavamo sognando, ma visto che sono solita fare sogni motoristici ben più intriganti (chiedere a Ransie per averne la conferma), non si trattava di un sogno. Esistono quindi varie possibilità che nei mesi che verranno Sonyericsson e Luigi Filippo Nasr possano tenere alti(?) i colori della Sauber e che Sonyericsson possa dimostrare che, oltre a farsi criticare su twitter da nientemeno che Di Gratis, può anche fare qualcosa di utile alla società.
A proposito di piloti brasiliani che hanno la tendenza a divulgare la propria opinione sul senso della vita su twitter, è interessante sapere anche che fine ha fatto l’intramontabile Luiz Razia. L’avevamo lasciato due anni fa mentre falliva il suo tentativo di mettere il cu*o su una Sacra Cenerentola e pare che ultimamente abbia l’obiettivo approdare in Indycar. Non è chiaro se accadrà o no, però la cosa non mi tocca: prendere per i fondelli NSVR è mille volte più divertente!
Al terzo giorno di test, Luigi Filippo è riuscito nientemeno che a scalare le classifiche, il che ha fatto sì che su tumblr venissero pubblicate sue foto in tutte le salse. Specifichiamo: postare foto di Luigi Filippo in tutte le salse è quello che avviene regolarmente su tumblr, ma in questa occasione la cosa ha avuto uno sviluppo ancora maggiore.
Finalmente mi sono accorta di un dettaglio che avevo sottovalutato. Non che mi fosse sfuggito un certo livello di gnoccaggine, questo no, ma non mi ero mai accorta che in certe inquadrature Luigi Filippo somigliasse nientemeno che a Crashgateinho Piquet! *_______* È stata una scoperta esaltante, paragonabile quasi a quella di notare che la Sauber di quest’anno non è grigia, ma blu e gialla, colori del banco do Brasil sponsor di Luigi Filippo e curiosamente anche colori della bandiera svedese, tanto che qualcuno su tumblr la chiama già la vettura dell’Ikea. A me, però, non ha fatto venire in mente l’Ikea, ma la Benetton del 1995. Tra l’altro, visto da lontano, al buio e con gli occhi semichiusi, Sonyericsson potrebbe anche ricordare alla lontana Herbert. Sono sollevata che Luigi Filippo non somigli a Schumacher nemmeno guardandolo al buio con gli occhi chiusi. Eh sì, il fascino brasileiro si avverte lontano un miglio!
A proposito di brasiliani, stando ai rispettivi profili instagram, pare che Luigi Filippo vada molto d’accordo con il suo omonimo, che ha iniziato i test prestagionali postando fotografie, una delle quali lo ritrae in compagnia del collega. Stranamente, nonostante il periodo, nessuno dei due era in maschera per l’occasione, ma sono sicura che Feliiii non ci deluderà e, prima o poi, quest’anno si mostrerà per quello che è realmente: un trollone per cui è carnevale tutto il tempo dell’anno e che lo dimostra travestendosi da rana, da pirata dei Caraibi o, molto più frequentemente, da pilota.

È inutile dire che il quarto giorno la Ferrari era di nuovo in testa ma la Sauber stava dietro l’angolo, che tutti sono già estasiati per i risultati e che Sebbiiii è stato immediatamente fatto salire di grado. Prima era il pilota che l’aveva preso in cu*o per un anno da Dani-Smile e quindi non era degno di considerazione, adesso svolge il ruolo di salvatore della patria a interim, alternandosi con Kimiiii a seconda di chi sia al volante.
A proposito di prenderlo in cu*o, almeno per il momento sembra il destino che il motore Honda vuole riservare alla McLaren e a Ferniiii. Quest’ultimo, infatti, ha esordito la prima giornata di test sostenendo di avere pazienza, perché in Ferrari ne ha avuta anche troppa. Dal secondo giorno in poi, quando la McLaren ha continuato a mostrare preoccupanti problemi di affidabilità, ha evitato di fare ulteriori dichiarazioni, sperando che tutti si dimenticassero della sua esistenza in modo da non commentare il fatto che, finora, ha quasi sempre dimostrato, nel passare da un team all’altro, di avere un’elevata propensione a passare dalla padella alla brace. Purtroppo per lui, me ne sono ricordata e ho fatto proprio il commento da evitare. Allo stesso modo mi sono ricordata di scommettere con me stessa sulla durata della sua ritrovata amicizia con Ron Dennis.

Manca qualcuno...?
Grosjiiii: “Mais oui!”
Oh... non potrei mai dimenticare il nostro caro gianfransuà che un tempo seminava il panico durante le partenze.
La Lotteria, però, si è dimenticata di far arrivare le vetture in tempo a Jerez e ha iniziato a girare dal secondo giorno, con Maldiiii in pista sia lunedì sia martedì. Maldiiii non ha avuto incidenti. Però per ben due volte è stato lasciato a piedi dalla macchina pochi minuti prima della fine della giornata. Anche Grosjiiii non è che abbia girato granché, nell’ultima giornata, comunque la Lotteria si può consolare: se non altro sono messi un po’ meglio della McLaren... sempre ammesso che essere messi meglio della McLaren possa essere davvero così consolatorio, cosa di cui, in questi giorni, sto dubitando fortemente.

Per finire, mercoledì sera ho sentito al telegiornale un servizio della nostra Stellina sulla Formula 1 e, per la prima volta dopo tanto tempo, mi sono sentita a casa. #WeBelieveInStella! <3

mercoledì 4 febbraio 2015

TEST PRESTAGIONALI: Jerez de la Frontera, 1-4 febbraio

C'è una domanda da porsi e la domanda è: cos'è accaduto in questi quattro giorni a Jerez?
La risposta è la seguente: la Ferrari andava più forte degli altri causando certe sorprese, lo stupore per i risultati della Ferrari è crollato quando è apparso che subito dietro generalmente c'era nientemeno che la Sauber, la Force India ha risparmiato soldi decidendo di non andare a Jerez, la Lotus è arrivata con un giorno di ritardo e, per il momento, sembra che Alonso non abbia fatto un grande affare a lasciare la Ferrari per la McLaren visti gli evidenti problemi del motore Honda.

DOMENICA 1 FEBBRAIO
1. S.Vettel   Ferrari   01:22.620   60 laps
2. M.Ericsson   Sauber   01:22.777   73 laps
3. N.Rosberg   Mercedes Grand Prix   01:23.106   157 laps
4. D.Ricciardo   Red Bull   01:23.338   35 laps
5. V.Bottas   Williams   01:23.906   73 laps
6. C.Sainz Jr.   Scuderia Toro Rosso   01:25.327   46 laps
7. F.Alonso   McLaren   01:40.738   6 laps

LUNEDÌ 2 FEBBRAIO
1. S.Vettel   Ferrari   01:20.984   88 laps
2. F.Nasr   Sauber   01:21.867   88 laps
3. V.Bottas   Williams   01:22.319   61 laps
4. L.Hamilton   Mercedes Grand Prix   01:22.490   91 laps
5. M.Verstappen   Scuderia Toro Rosso   01:24.167   73 laps
6. P.Maldonado   Lotus F1 Team   01:25.802   41 laps
7. J.Button   McLaren   01:54.655   6 laps
8. D.Kvyat   Red Bull   no time   18 laps

MARTEDÌ 3 FEBBRAIO
1. F.Nasr   Sauber   01:21.545   108 laps
2. K.Raikkonen   Ferrari   01:21.750   92 laps
3. N.Rosberg   Mercedes Grand Prix   01:21.982   151 laps
4. F.Massa   Williams   01:22.276   71 laps
5. P.Maldonado   Lotus F1 Team   01:22.713   96 laps
6. C.Sainz Jr.   Scuderia Toro Rosso   01:23.187   136 laps
7. D.Ricciardo   Red Bull   01:23.901   48 laps
8. F.Alonso   McLaren   01:35.553   32 laps

MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO
1. K.Raikkonen   Ferrari   01:20.841   105 laps
2. M.Ericsson   Sauber   01:22.019   111 laps
3. L.Hamilton   Mercedes Grand Prix   01:22.172   117 laps
4. M.Verstappen   Scuderia Toro Rosso   01:22.553   97 laps
5. F.Massa   Williams   01:23.116   73 laps
6. R.Grosjean   Lotus F1 Team   01:23.802   53 laps
7. D.Kvyat   Red Bull   01:23.975   63 laps
8. J.Button   McLaren   01:27.660   35 laps

Poi, potrebbe esserci qualcuno che si sta chiedendo: lontano da Jerez, invece, cosa succede?
La risposta è questa: pare che la Marussia possa avere qualche chance di salvarsi, dato che dovrebbe esserci un accordo tra il team, un nuovo investitore e i creditori.

lunedì 2 febbraio 2015

Cosa resterà di questi primi anni 2010...

Per la prima volta dopo tanti anni mi sembra di vedere una spaccatura, tra la Formula 1 degli anni precedenti e quella di oggi. Mi rendo conto, con una certa preoccupazione, che secondo la mia ottica le “spaccature” coincidono clamorosamente con i cambi di scuderia di Fernando Alonso. In effetti, però, la prima metà degli anni 2010 è stata legata da un filo conduttore comune:
- Alonso in Ferrari, appunto;
- Vettel in Redbull (anche se in effetti lui c’era già nel 2009);
- spaccatura in tre, tra le scuderie: team domante/i - team di media fascia - team che prendono 7 secondi al giro.
Questo filo conduttore è venuto meno con la fine del campionato 2014, convincendomi a stilare un bilancio di quelli che, nel bene e nel male, sono i momenti che, con tutta probabilità, finiranno in un futuro “cose di cui una parte di me sente la mancanza”, ovvero quelli che, nel bene e nel male, non dimenticherò tanto facilmente.

Campos Meta AKA Hispania Racing
Il nome originario era Campos Meta (da me rinominata Campos senza meta), poi divenne Hispania Racing Team, infine HRT Racing Team. Nel 2010 aveva un colore alquanto innovativo, era sul marrone(?), beige(?)... effettivamente era talmente diversa dal solito che non la saprei nemmeno definire. Sulle fiancate delle vetture c’erano scritti a caratteri cubitali i nomi dei piloti, il che ricordava vagamente l’epoca in cui in McLaren sostituivano il nome dei piloti allo sponsor della West nei gran premi dove non si potevano sponsorizzare i marchi di tabacco.
Da una scuderia del genere non ci si poteva aspettare altro che l’ultimo posto in classifica, eppure le non andarono esattamente così, anche perché era l’epoca in cui la Virgin/Marussia costruiva vetture il cui serbatoio talvolta non conteneva abbastanza carburante per arrivare alla fine del gran premio.
Bonus: i piloti originari erano Karun Chandhok e Bruno Senna, che erano già stati compagni di squadra in GP2 e che attualmente sono compagni di squadra in Formula E.
Doppio bonus: a un certo punto della stagione Senna fu appiedato per una gara (e sostituito da Yamamoto) perché aveva erroneamente inviato al team principal un’email, destinata a qualcun altro, contenente degli insulti sul team principal stesso (l’erba indo-brasiliana ha effetti mooooolto devastanti).
Triplo bonus: Yamamoto, quando disputava le gare conclusive al posto di Chandhok, a Singapore rimase intossicato mangiando pesce avariato.

La conga bibitara
Per chi è cresciuto con Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher come Williams Boyssss, l’appuntamento con il classico incidente tra compagni di squadra in una scuderia importante era un must, ma vista l’assenza di scalatori di tombini eravamo a digiuno già da un po’.
Nel corso del gran premio di Turchia 2010 i Redbull Boyssss pensarono bene di interrompere i lunghi anni di digiuno: i due erano primo e secondo quando decisero di ballare la conga, con Vettel che fu costretto al ritiro e con Webber che riuscì ad arrivare terzo dietro alle McLaren.
Bonus: qualche giorno dopo l’incidente i due vennero costretti a farsi immortalare in una foto in cui avevano un’espressione alquanto trollona.
Doppio bonus: per tutti gli anni successivi, ogni volta in cui Vettel e Webber si sono ritrovati a distanza ravvicinata l’uno dall’altro, Mazzoni ha SEMPRE ricordato quello che era successo in quell’occasione.
Triplo bonus: i due non hanno mai più avuto incidenti insieme, forse temendo di dover posare di nuovo per altre foto analoghe.

La nascita dei dialoghi immaginari nei commenti ai gran premi
Agli albori del 2010 nei miei commenti ai gran premi si trovava regolarmente qualcosa che, in un momento successivo, ne divenne l’impostazione principale: i dialoghi immaginari tra i piloti coinvolti.
Il più memorabile che ho scritto, rimane senz’altro quello che, dopo il gran premio di Turchia disputato a fine maggio, scrissi a proposito di una collisione tra Alonso e Petrov che mi fece rabbrividire quando lo rilessi post-Abu Dhabi.
Alonso: "Sono il campione del mondo!"
Petrov: "Dovrai passare sul mio cadavere per sorpassarmi."
Alonso: "Ti ricordo che tu sei già un cadavere, quindi la cosa non sarà particolarmente difficile!"
Petrov: "Invece ti assicuro che lo sarà. Ti terrò dietro fino a farti pentire di essere nato!"
Per la serie “dialoghi immaginari da what the fuck” e “we belong to Mazzoni”...
Da allora periodicamente rileggo i dialoghi immaginari dei vecchi commenti, ma gufate altrettanto micidiali non ne ho mai trovate.

Il migliore pit stop di tutti i tempi
Una volta, nel corso del 2011, Jerome D’Ambrosio all’epoca pilota della Virgin/Marussia, finì in testacoda proprio mentre si stava per fermare ai box. Sfortunatamente per lui, fu il momento culmine della sua breve carriera in Formula 1.
Bonus: non mi ricordo nemmeno in che gran premio sia capitato.
Doppio bonus: D’Ambrosio ebbe un’altra chance di dare il meglio di sé, nel corso del gran premio del Belgio 2012 quando sostituì Grosjean, ma anche lì non si fece notare granché. Almeno, però, non finì in testacoda.

Abbiamo già superato il 75% quindi la gara potrebbe essere interrotta, è quello che spera Vettel...
Di fronte alle parole profetiche di Mazzoni il mondo si fermò... a guardare una nuvola di fumo grigio che usciva dal retrotreno della vettura di Sebastian Vettel. Era il gran premio della Corea del 2010, la gara era stata interrotta da uno scroscio di pioggia che dava più l’idea di essere un nuovo diluvio universale, e Vettel era in testa. La gufata fu micidiale: tempo un paio di minuti il motore esplose e la gara fu vinta da Fernando Alonso.
Bonus: Massa, che era arrivato terzo, inciampò in mondovisione mentre saliva i gradini che conducevano al podio.

Gufate mazzoniane e piloti trolloni
MAZZONI STRIKES BACK! Era la volta del gran premio del Belgio 2011, in cui Michael Schumacher celebrava i 20 anni di carriera. Durante la telecronaca, Mazzoni non si risparmiò, trasformandolo immediatamente in uno degli argomenti portanti: a suo dire, Schumacher in quell’occasione avrebbe cercato di ottenere un risultato memorabile, in modo da festeggiare al meglio la ricorrenza. Tempo due secondi contati e il telecronista fu costretto a interrompersi per notare come una Mercedes avesse appena perso per strada una ruota e fosse finita a muro.
Bonus: per un istante, nel vedere il casco giallo, pensai che fosse Rosberg e che Mazzoni non avesse superato sé stesso... E invece no: Schumacher in quell’occasione portava un casco dello stesso colore.
Doppio bonus: intervistato da Stella Bruno dopo l’incidente, Michael era sorprendentemente in versione trollone e si mise a scherzare sul fatto che ormai era abituato a girare su tre ruote su quel circuito, riferendosi all’incidente con Coulthard di parecchi anni prima.

Il meccanico con gli occhi spalancati e il bullone in mano
Era il gran premio della Cina 2012, era la prima volta in cui le Mercedes scattavano entrambe dalla prima fila ed era la prima volta in cui Nico Rosberg e Michael Schumacher erano più o meno stabilmente primo e secondo... almeno fino al primo pit-stop, quando Schumacher ripartì con solo tre ruote imbullonate (ormai era un habitué) mentre uno dei meccanici guardava davanti a sé con aria basita, rendendosi conto di avere ancora il bullone in mano!
Bonus: è raro vedere un pilota che, quando ha una ruota non imbullonata, ha l’accortezza di fermarsi in una via di fuga prima che questa si alzi in volo.

Maldonado for the win!
Era il gran premio di Spagna 2012 e Maldonado vinse. C’è davvero bisogno di aggiungere altro, per descrivere l’evento?
Solo per accontentare chi lo pensasse, posso aggiungere che la Williams non vinceva più dal 2004 e che non ha più vinto successivamente. Posso aggiungere anche che Maldonado è stato il primo pilota venezuelano a vincere un gran premio.
Bonus: per quasi tutto il resto della stagione, non fece più punti.
Doppio bonus: Maldonado vinse un gran premio nel 2012 e Perez no, pur essendoci andato vicino.
Triplo bonus: al di là del fatto che certi eventi fortuiti gli hanno facilitato le cose, è bene ricordare ai tanti hater che nessun pilota è responsabile di errori di altri team commessi nelle qualifiche o durante la gara, che aveva fatto segnare il secondo tempo e che condusse una gara senza errori dall’inizio alla fine; gara che se l’avesse fatta qualcun altro, invece di essere bollato come uno a cui era piovuta un’immeritata vittoria dal cielo, sarebbe stato descritto come il salvatore della patria.
Quadruplo bonus: al giorno d’oggi quasi nessuno sembra conoscere l’identità del manager di Maldonado; altrimenti sarebbero fioccate ulteriori critiche.

Sette vincitori in sette gran premi
La stagione 2012 iniziò con una vittoria di Button, seguirono poi a ripetizione Alonso, Rosberg, Vettel, Maldonado, Webber e Hamilton. La situazione si ristabilì con l’ottavo gran premio stagionale, di cui si parlerà nel prossimo paragrafo.
Quella situazione così variegata favorì la nascita di molteplici teorie del complotto, secondo le quali le vittorie di certi piloti, in particolare Rosberg e Maldonado, sarebbero state stabilite a tavolino per rendere il mondiale più avvincente.
Bonus: quelle teorie vennero prontamente rimosse quando a fine stagione Vettel vinse di continuo, tanto da far rimpiangere la situazione iniziale.

Valencia, un circuito dove salgono sul podio piloti partiti in prima e seconda fila
MAZZONI STRIKES BACK! In un gran premio d’Europa 2012 alquanto ricco di colpi di scena, di piloti abbandonati dalle loro vetture e di incidenti innescati da piloti latino-americani e asiatici, la profezia secondo cui i piloti che salivano sul podio fossero piloti partiti dalla prima e dalla seconda fila venne a mancare.
Vinse Alonso, partito 11°. Raikkonen arrivò secondo dopo essere partito 10° e il podio fu completato da Schumacher partito 13°. Dietro di lui Webber gli stava col fiato sul collo, dopo essere partito nelle retrovie dato che non aveva superato la Q1 in qualifica.
Bonus: a un certo punto Mazzoni descrisse la differente strategia di Schumacher, Webber e Rosberg, come una “strategia suicida” che li aveva fatti precipitare nelle retrovie dopo l’ultimo cambio gomme. Superarono (quasi) tutti e arrivarono rispettivamente 3°, 4° e 6°.
Doppio bonus: Alonso diede il via a delle celebrazioni in stile Valentino Rossi, mentre nel frattempo Raikkonen e Schumacher aspettavano, parlando tra di loro, che si degnasse di raggiungerli per salire sul podio.
Triplo bonus: quella tra lui e Schumacher, nell’attesa, potrebbe essere stata una delle conversazioni più lunghe a cui Raikkonen abbia partecipato negli ultimi anni.

Il miglior tempo di Pic
Nel gran premio del Belgio 2012, Charles Pic su Marussia ottenne il miglior tempo nella prima sessione di prove libere. È opportuno ricordare che quel risultato fu possibile grazie alle condizioni meteo alquanto instabili e al fatto che soltanto pochissimi piloti fossero riusciti a completare un giro, ma rimane comunque un miglior tempo conquistato dalla Marussia in una sessione di prove libere.
Bonus: nello stesso gran premio ci fu un duello epico per la 14^(?) posizione tra Pic e Glock, che fu vinto da Glock, con mia profonda delusione.
Doppio bonus: il giro più veloce fu ottenuto da Bruno Senna, che divenne il primo ex pilota della HRT a conquistare un giro più veloce.

C’è Alonso fuori, c’è Hamilton fuori... sono tutti fuori! E ci sono le Force India tra i primi!
Quelle qui sopra riportate sono più o meno le parole testuali che pronunciai quando mi accorsi che, incurante del fatto che il gran premio fosse partito, mio padre rimaneva in un’altra stanza. Nonostante tutto non mi raggiunse davanti alla TV.
Parlo sempre del gran premio del Belgio e del caos innescato da Grosjean, che quell’anno in realtà ne aveva già combinate di tutti i colori nel corso di antecedenti partenze.
Bonus: quando Grosjean fu squalificato per il gran premio successivo, la motivazione era che aveva messo fine alla gara di piloti in lotta per il titolo, facendomi pensare che, se fosse partito dalle retrovie, avrebbe potuto rischiare di decapitare i vari De La Rosa e Karthikeyan di turno senza che nessuno battesse ciglio.
Doppio bonus: a causa dei contatti a catena innescati dalle acrobazie di Grosjean, Maldonado e Perez si ritrovarono l’uno addosso all’altro senza che la colpa fosse di nessuno dei due.
Triplo bonus: Maldonado nel frattempo aveva anche anticipato la partenza e, dopo che si ritirò per un successivo ulteriore incidente, quando Stella Bruno gli chiese cos’avesse visto allo start, con aria da trollone le ricordò che essendo partito in anticipo, non aveva visto niente.
Quadruplo bonus: Webber perse diverse posizioni alla partenza.
Quintuplo bonus: Grosjean fu sostituito da D’Ambrosio.

Perez alla McLaren
Dopo tutte le volte in cui avevamo sentito dire che Sergio Perez faceva parte del Ferrari Young Drivers Academy, eravamo convintissimi che, dopo la Sauber, per lui ci sarebbe stata la Ferrari. Invece non andò esattamente così e, di punto in bianco, fu annunciato il suo ingaggio da parte della McLaren, dove in teoria si proponeva di fare sfaceli.
In realtà, a guardarci bene, Perez non fece sfaceli, ragione per cui venne messo a piedi dopo appena un anno, prima di passare alla Force India. A guardarci ancora meglio, però, appare evidente che il suo successore Magnussen non abbia fatto una figura così tanto migliore (eccetto il fatto di essere riuscito ad arrivare sul podio una volta)...
Bonus: per qualche strana ragione, nonostante Magnussen abbia causato uscite di pista a numerosi piloti nel corso della stagione e abbia fatto collezione di penalità, non ha mai avuto la reputazione da bad boy, diversamente da Perez (forse perché, diversamente da Perez, Magnussen non ha litigato con chiunque nel corso di pochi anni).

Kobayashi, wannabe samurai!!!!
Nello stesso anno, in Giappone, Kamui Kobayashi conquistò la terza posizione davanti al pubblico di casa, diventando il terzo giapponese a salire sul podio e il secondo, dopo Aguri Suzuki, a salire sul podio proprio in Giappone. Il pubblico giapponese tra l’altro si rivelò molto più educato rispetto a quello di altre parti del mondo, senza fischiare nessuno e limitandosi ad acclamare i vari piloti.
Bonus: tornò sul podio anche Massa, arrivato 2°, che non saliva più sul podio dal giorno della caduta di due anni prima sui gradini al gran premio della Corea.

La cavalcata trionfale di Hulkenberg
Era il 2012, era in corso il gran premio del Brasile in cui sarebbero accadute sottigliezze come l’assegnazione del titolo mondiale, Meteofrance estraeva a sorte responsi sulle previsioni meteo e nel frattempo Nico Hulkenberg era in lotta per la vittoria. Sarebbe stato un risultato epico per la Force India, sarebbe stata la vittoria più pittoresca dai tempi in cui Vettel vinse al volante di una Toro Rosso... invece Hulkenberg fece una cavolata che lo mise fuori dai giochi. La Force India sta ancora aspettando di vincere un gran premio, cosa che di questo passo dubito fortemente che possa accadere.
Bonus: presa com’ero dall’eccitazione per il gran premio imminente smarrii il telecomando pochi minuti prima del gran premio (mezz’ora più tardi scoprii che era finito dietro ai cuscini del divano) e mi sentii sollevata nel constatare che, essendo il telecomando della TV che abbiamo in cucina identico (le TV sono della stessa marca) funzionasse anche per quella del soggiorno.
Doppio bonus: in quello stesso gran premio Massa arrivò terzo, si mise a piangere sul podio e io, che ero da sola in soggiorno, mi misi a piangere davanti alla TV.
Triplo bonus: l’evento più importante avvenuto in quel gran premio è comunque un duello epico tra Vitaly Petrov sulla Caterham e Timo Glock sulla Marussia, per l’11^ posizione; tale duello epico fu vinto da Petrov e grazie al risultato ottenuto la Caterham batté la Marussia nella classifica costruttori.

L’abbattimento delle barriere
In un gran premio di Montecarlo 2013 in cui Massa si impegnò per abbattere il muro della Sainte Devote e Grosjean collaborò tentando di abbattere tutti gli altri, il momento clou arrivò però quando Maldonado si ritrovò dietro a una Marussia e davanti all’altra.
Affiancò Chilton per tentare il sorpasso, ma le cose non andarono esattamente nel migliore dei modi, dato che si ritrovò a volare contro le barriere, che crollarono giù nel bel mezzo della pista, giusto in tempo per ritrovarsi sulla traiettoria di Bianchi che venne ulteriormente coinvolto nell’incidente.
Bonus: i telecronisti inglesi andarono in tilt peggio di quelli italiani, mettendoci qualcosa come mezz’ora per capire chi dei due piloti della Marussia fosse l’attentatore che aveva buttato fuori Maldonado.
Doppio bonus: Chilton riuscì senza problemi a concludere la gara, tanto che a fine stagione sarebbe diventato il primo debuttante ad avere completato tutte le gare nella stagione di debutto.

Lo scandalo Multi 22-23
Proprio come gli ordini di scuderia rispettati danno origine a polemiche, anche gli ordini di scuderia non rispettati danno origine a polemiche... in certi casi.
Nel 2013 purtroppo tutta l’attenzione si concentrò sullo scandalo Multi 2-1 (quando in Malesia Vettel superò Webber nonostante il team gli avesse ordinato di non farlo, e Mazzoni rievocava la conga bibitara di cui ho già parlato - poi stranamente nelle ricostruzioni inesatte dei mesi successivi lessi su diverse fonti e più di una volta che Webber aveva dovuto cedere la posizione a Vettel, il che non era esattamente quello che era accaduto), quando in realtà ci fu un ordine di scuderia non rispettato molto più pittoresco.
Era il 37° giro del gran premio di Singapore (37, come i minuti che la Singapore Flyer impiega per percorrere il proprio giro... doveva essere un segno del destino) quando successe qualcosa di veramente epico. Era una delle poche volte in cui si udivano, durante il gran premio, le comunicazioni radio della Marussia. A Bianchi fu detto che Chilton l’avrebbe fatto passare. A Chilton fu detto che Bianchi era più veloce di lui (purtroppo le parole usate furono “quicker than you” e non “faster than you”) e di lasciarlo passare. Chilton, rivelandosi estremamente epico e badass, non disse nulla e rimase lì nella posizione in cui era. D’altronde non so come in Marussia, dove i piloti sono abituati ai duelli epici, potessero aspettarsi che uno facesse passare l’altro così come se niente fosse.
Bonus: in precedenza, in quello stesso gran premio, Bianchi aveva dovuto sostituire il volante durante un pitstop, cosa accaduta un anno più tardi anche a Rosberg sempre a Singapore.

La tuta celebrativa di Massa
Era il gran premio del Brasile del 2013, in cui Felipe Massa disputava l’ultima gara con la Ferrari. Per l’occasione portava un casco dello stesso colore della tuta e una tuta che invece aveva i colori del casco.
La mia reazione, quando vidi su twitter la foto della tuta, fu estremamente controllata e per nulla fangirlistica: mi misi a saltare per la stanza e mi trattenni dall’urlare di gioia per il solo fatto che non ero da sola in casa.
Bonus: in quel gran premio Felipe si contraddistinse per avere alzato un braccio per mandare a quel paese i commissari, mentre attraversava la pitlane per scontare un drive through, rendendo l’evento molto più memorabile di quanto non fosse.
Anti-bonus: ci sono rimasta male nello scoprire che al gran premio del Brasile 2014 anche Alonso aveva una tuta estremamente simile, con solo i colori della bandiera spagnola anziché quelli della bandiera brasiliana; se anche Raikkonen dovesse indossare una tuta simile in occasione del suo ultimo gran premio in Ferrari credo che potrei rimanerne profondamente delusa.

La barzelletta erotica più celebre di tutti i tempi
La stagione 2014 si aprì con un botto: era il gran premio d’Australia e alla partenza Massa non ebbe uno scatto molto fulmineo, mentre dietro di lui Kobayashi invece ebbe esattamente il problema opposto. Fu prontamente notato come il retrotreno della vettura di Massa fosse stato urtato dall’appendice anteriore dalla forma equivoca della Caterham.
Bonus: Massa commentò il fatto sul suo profilo instagram pubblicando foto dell’accaduto più o meno alle tre o alle quattro di notte, ora australiana.

Val77eri is fas77er than you
Era il gran premio di Malesia 2014, Massa e Bottas erano l’uno davanti all’altro e, a guardarci bene, tra di loro c’era già stata un po’ di confusione al via, con uno che si lamentava di essere stato attaccato dall’altro e uno che si lamentava di non essere stato lasciato passare.
A parte che quando udii l’ingegnere di Massa dire testualmente “Valtteri is faster than you” mi piegai in due dalle risate e pensai che non avrei più smesso fino alla fine del campionato, mi stupii quando Massa, in perfetto Chilton-style, fece finta di non sentire e classificai quel momento come “da standing ovation”.
Credo che, contrariamente a tutte quelle aspettative, questa sia stata la prima volta in cui un ordine di scuderia, invece di far rincoglionire Massa per tutti i gran premi a venire, abbia contribuito a dargli una svegliata.

Il miglior tempo di Chilton in una giornata di test
A maggio ci fu una sessione di test a Montmelò e, nel leggere i risultati, rimasi alquanto sconcertata: in uno dei giorni fu Max Chilton, su Marussia, a ottenere il miglior tempo.
Secondo, in quello stesso giorno, si classificò Pic, ma era ormai al volante di una Lotus e non poteva essere considerato un risultato altrettanto pittoresco.
Bonus: quella fu la seconda e ultima volta in cui un pilota della Marussia si ritrovò in testa a una qualche classifica.

La gufata per una giusta causa più micidiale e fulminea che io abbia mai tirato
Qualcuno potrebbe chiedersi se limito il mio fangirlismo a quando vedo Massa indossare tute dai colori particolari, generalmente inneggianti alla bandiera del Brasile, e la mia risposta è NO. Nel corso di un pomeriggio poco successivo al miglior tempo di Chilton decisi di fare un’eccezione, stabilendo che la gara automobilistica più importante al mondo disputata il 25 maggio 2014 non era la Indy 500 bensì il gran premio di Montecarlo.
La gufata più micidiale, a cui faccio allusione, è ancora reperibile sul mio profilo twitter e risale a quando Bianchi si trovava in 10^ posizione, ma avrebbe dovuto essere arretrato di 5 secondi per una penalità. Affranta dal fatto che i primi punti della Marussia fossero sul punto di sfumare proprio in quel momento, scrissi su twitter che desideravo con tutta me stessa che qualcuno dei piloti che erano davanti si ritirasse o andasse a sbattere. Un nanosecondo più tardi, Magnussen e Raikkonen accontentarono il mio desiderio, consentendomi di continuare a fangirleggiare.
Confesso che, dopo la gara, stavo per commentarla online con le testuali parole “Bianchi è un uomo da sposare” e ho dovuto impegnarmi profondamente per trattenermi dal premere Invio.
Va da sé che ritengo i punti conquistati dalla Marussia come l’evento più importante capitato tra il 2010 e il 2014.
Bonus: nel momento in cui per la penalità di cui sopra Bianchi fu declassato da 8° a 9°, per la prima volta nella mia vita pensai che tutto sommato aver eliminato il sistema di punteggio 2003-2009 e averlo sostituito con quello che attribuiva punti ai primi 10 classificati fosse stata un’ottima decisione.
Doppio bonus: quell’evento si può considerare una sorta di “mini crashgate involontario” in quanto Raikkonen ebbe a che fare con Magnussen perché prima era stato coinvolto in un incidente proprio con l’altra Marussia di Chilton.

Who’s that guy?
Will Stevens esordì al gran premio di Abu Dhabi 2014 al volante di una Caterham e, in un intricato giro di pitstop, Alonso si ritrovò dietro di lui. Stupendosi che Stevens non si comportasse come un doppiato pur non essendolo, Fernando si mise a sbraitare via radio chiedendo delucidazioni su chi fosse il pilota che aveva davanti (il che mi portò a pormi dei dubbi: non avrebbe dovuto sapere chi c’era al volante della Caterham??) e, quando gli dissero che era Stevens, disse che, essendo un debuttante, aveva ancora molte cose da imparare.
In effetti è proprio così, ma a quanto pareva le stava imparando da Petrov...
Bonus: prima di passare alla Caterham, Stevens era la riserva di Rossi alla Marussia.

I meccanici Lotus che ridevano mentre la vettura di Maldonado andava a fuoco
Finita la partnership tra Lotus e Renault, nel gran premio conclusivo della stagione 2014, i meccanici della Lotus (team che si è dimostrato nel corso degli anni piuttosto trollone, superando in qualche occasione il limite della decenza) si sono lasciati andare a una gran risata mentre il motore dell’auto di Maldonado (scusate, volevo dire la power unit) andava in fumo.
Per quanto l’affermazione successiva di Pastor al microfono di Stella Bruno, secondo cui “finalmente” la macchina l’aveva lasciato a piedi, sia presumibilmente un neologismo imparato da Barrichello quando erano compagni di squadra (probabilmente con il significato di “infine” o “alla fine”), è ugualmente epica.
Bonus: nell’ultimo gran premio stagionale del 2014 era stato Grosjean ad essere abbandonato dalla vettura per il cedimento del motore.

L’abbraccio strappalacrime tra Hamilton e Rosberg
Il mondiale 2014 si concluse così: con la Mercedes che ancora una volta dava la prova (come se non fosse già accaduto più volte nel corso dell’anno) della sua grande(?) e inequivocabile(?) affidabilità. Fu strappalacrime il momento in cui Rosberg scelse di rimanere in pista, facendosi superare da tutti tranne che dalle Caterham, così come fu strappalacrime il momento in cui andò ad abbracciare il neo-campione del mondo Lewis Hamilton.
Una sorta di epoca si concluse così, con il mondo che si chiedeva se quello che era accaduto avesse finalmente(?) relegato Rosberg nell’universo delle seconde guide.
C’erano altri, nel frattempo, che si auguravano che nel 2015 potesse esserci ancora competizione tra i due... e possibilmente che non fossero gli unici due candidati al titolo.

Per chiudere in bellezza, tutte le volte in cui una Caterham o una Marussia è arrivata in Q2
Dopo lunghe ricerche, l’elenco completo dovrebbe essere questo:
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 15° (Gran Premio di Malesia 2010)
-Timo Glock, Virgin/Marussia 16° (Gran Premio di Malesia 2010)
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 15° (Gran Premio di Spagna 2011)
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 17° (Gran Premio di Gran Bretagna 2011)
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 17° (Gran Premio del Belgio 2011)
-Heikki Kovalainen, Caterham 17° (Gran Premio del Bahrein 2012)
-Heikki Kovalainen, Caterham 17° (Gran Premio d’Europa 2012)
-Giedo Van Der Garde, Caterham 15° (Gran Premio di Montecarlo 2013)
-Giedo Van Der Garde, Caterham 14° (Gran Premio del Belgio 2013)
-Jules Bianchi, Marussia 15° (Gran Premio del Belgio 2013)
-Max Chilton, Marussia 16° (Gran Premio del Belgio 2013)
-Kamui Kobayashi, Caterham 15° (Gran Premio d’Australia 2014)
-Jules Bianchi, Marussia 12° (Gran Premio di Gran Bretagna 2014)
-Max Chilton, Marussia 13° (Gran Premio di Gran Bretagna 2014)
-Jules Bianchi, Marussia 16° (Gran Premio d’Ungheria 2014)
-Jules Bianchi, Marussia 16° (Gran Premio del Belgio 2014)
Tutte queste occasioni meritano di essere ricordate negli anni che verranno e prontamente rievocate e questi piloti, in particolare Kovalainen che è il leader incontrastato degli accessi in Q2, meritano di essere ricordati come i più significativi piloti dei primi anni 2010.


Questo riepilogo è di proprietà della sua Autrice©, che l’ha scritto sia per F1GC sia per il proprio blog, illuminato dalla grazia e dalla leggiadria della Sacra Cenerentola, che mi ha illuminata nel corso degli anni, quando era guidata da piloti badass che andavano incontro a una 20esima posizione con maggiore entusiasmo di quanto i piloti di testa andassero ad affrontare un sorpasso.